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Poesie di Enrico Giuffrida

Operatore Protezione Civile, nato domenica 14 luglio 1985 a Catania (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Enrico Giuffrida
Solleva la tua bisaccia,
porta con te la dottrina
che la vita in maniera ardua ti ha insegnato.
Deponi tra i rifiuti ciò che è logoro,
ciò che opprime l'essere,
quel che ha cancellato nel tempo, il sorriso.
Celere affretta il passo,
al bivio cambia sentiero.
Prendi con te un bastone,
ti servirà per rialzarti
nel momento in cui il tuo piede vacilla.
Non voltarti indietro verso il passato,
guarda con fiducia il domani,
fa che dal tuo io si innalza una preghiera
ricca di speranze, sinora negate.
Porta con te un impermeabile
ti servirà per far scivolare la pioggia di critiche
Non ruotare il tuo capo,
guarda il tuo obbiettivo
che appare sulla vetta del monte.
Alimenta il tuo io con l'esperienza
servirà a fortificarti
e nei momenti di gran fatica
osserva lo splendore della tua meta;
la sua luce riscalderà il tuo spirito solitario
con la fiamma della tenacia e del coraggio.
Composta martedì 18 febbraio 2014
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    Scritta da: Enrico Giuffrida

    Supplica

    Svegliati oh Incantevole Musa,
    Rispolvera il tuo candido abito,
    volgi a me lo specchio della tua benevola anima;
    fa, che resti incantato dal tuo roseo volto
    e che la tua lucente aurea
    sia per me da guida
    verso l'ambita felicità
    che un tempo soggiornava in me
    ed era fonte di tenacia e coraggio,
    nell'affrontare i travagli e le sfide quotidiane.
    Tu oh sorgente delle più nobili virtù,
    disseta l'anima mia;
    sii l'agognato ristoro delle mie membra
    e la resurrezione del mio puro sorriso.
    Composta mercoledì 12 febbraio 2014
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      Scritta da: Enrico Giuffrida

      Prealba di nuova vita

      E tra la sospirata quiete
      del silenzio notturno della città,
      che il mio desiderio del vivere libero,
      d'incanto vien soccorso
      dai cavalieri del coraggio e della tenacia.
      Mi nutrono con con manna di vitalità,
      saturano le ferite del cuore,
      mondano i miei amari ricordi
      ne spazzano via ogni tempesta;
      dischiudono l'opaco specchio dell'anima
      con la luce della nuova speranza.
      Lucidano i miei affaticati calzari
      che per tempo mi fecero percorrere
      quel tetro sentiero, minato
      dalle granate della falsità, dell'indifferenza
      dell'odio, del lutto e dell'illusione
      e dominato da quell'aria
      privata dall'ossigeno per ogni essere
      che al mondo fu procreato.
      Lemme il mio vero zelo,
      risorge al suo originario splendore.
      Quell'ormai fragile scudo
      d'improvviso vien fortificato
      con tempra di universal difesa
      E al canto del gallo all'aurora
      mentre il nuovo sole
      risveglia la dormiente natura,
      ripongo ai piedi d'un vecchio castagno
      quel tempo che fu;
      prendo la bisaccia dei miei arditi desideri
      e quel fiasco di fiele d'ausiliar energia
      e mi inerpico per quell'erta e speranzosa via.
      Composta mercoledì 15 gennaio 2014
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        Scritta da: Enrico Giuffrida

        Lettera alla befana

        Cara befana,
        che da secoli col tuo far dolce,
        rimembri quel di, in cui i re magi,
        ricchi doni posarono
        ai piedi di colui che venne al mondo,
        per scacciar lo spirito immondo
        dall'umane virtù,
        invece di portare caramelle o carbone,
        dona maggior intelletto ad alcune persone
        i quali, tra bingo e tombolino,
        hanno perso il cervello a tavolino.
        Sbrina i cuori di ghiaccio,
        fa germogliare la primavera.
        Con la tua magica scopa
        spazza via l'indifferenza;
        bussa alla porta di chi è solo;
        riporta il sorriso in chi per amor geme.
        Con la tua fatata lanterna
        riaccendi la speranza in coloro,
        a cui uomini potenti negarono
        la bussola della futura speranza
        dal tuo sacco semina lavoro,
        per chi non sa come sfamarsi.
        Spazza anche l'intelletto di chi ci governa,
        stermina l'individualismo
        e lucidali con il fiore dell'amore.
        Accendi l'allegria tra le corsie degli ospedali
        fa scorrere fiumi di letizia in chi soffre
        riversa miele di tenacia e coraggio
        su chi, su esempio divino,
        riversa quel che Dio,
        alitò come bonaria
        sul mondo intero.
        Mentre la notte magica avanza,
        e quella stella cometa riappare,
        i miei più arditi desideri,
        si innalzano per accodarsi
        e presentarsi al cospetto di chi
        con divin poter supremo
        ne esprime la sentenza del compimento.
        Composta domenica 5 gennaio 2014
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          Scritta da: Enrico Giuffrida

          Buon Anno

          All'aurora del nuovo anno,
          respiro l'aria fresca del mattino
          carica dei sogni e di speranze
          che nella notte abbiamo affidato.
          Lemme il sole si innalza
          dall'Oriente fa brillare la neve,
          che come un candido piumone
          avvolge lo scenografico Mongibello.
          Quiete appare lo Ionio,
          dolcemente le onde baciano la Sicilia;
          le ridanno il lieto sostegno
          per il cammino appena iniziato.
          L'Aquila svolazza pei Monti Siciliani
          le sua ali abbracciano gli gelidi boschi montani;
          il suo possente Grido annuncia alla dormiente natura
          la venuta del nuovo anno.
          Intanto dagli imponenti forni
          si leva quel dolce profumo di dolci nostrani
          che di già eccita il nostro naso
          e il nostro insaziabile palato.
          E' la sveglia del nuovo anno
          nel giorno colmo di allegria e letizia.
          Buon Anno a voi, tutti popoli e nazioni,
          dal vetusto Balcone della Sicilia.
          Composta mercoledì 1 gennaio 2014
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