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sensi

Ho capito che ci piacevamo veramente quando
abbiamo cominciato a rallentare nel parlare, nello scriverci
stirando i discorsi
in una temporalità dilatata

ho capito che
prima di assimilarlo completamente
trasformavamo il linguaggio scritto in suono
poi
lo introitavamo nel nostro corpo riducendolo in impulsi elettrici
infine
in calore

parlavamo più lentamente
sempre più lentamente
permettendo alle parole di fare un giro più lungo nel corpo
prima di lasciare la bocca

è come se volessimo assaporare lentamente ogni sillaba misurandone la salinità
lasciandola rallentare sulla lingua
frenandola con gli incisivi
e poi
infine
liberandola nell'aria scegliendo bene la direzione
la traiettoria

è come se volessimo riascoltare quello che ci diciamo cercando di afferrarne l'eco
prima che sia troppo tardi e svanisca del tutto

le frasi che ci scambiamo sono sempre più rade ma i silenzi fra loro
sono spessi di parole sorde.
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    Incontri

    Appena uscito
    ho visto i tuoi capelli neri e ricci superarmi nel traffico,

    i tuoi occhi girare l'angolo a sinistra,

    l'inconfondibile espressione del tuo volto,
    il tuo sorriso,
    spuntava sotto un casco nero,

    eri su uno scooter grigio

    adesso,
    invece,
    il tuo corpo è addosso una bionda,

    oppure no... eccolo,
    ... anzi è lì.

    Scompongo e ricompongo puzzle possibili
    frugando fra le tessere l'immagine di te

    ... ma non ti conosco ancora.
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