Poesie di Emma Bove
Affrancati,
prendi i tuoi stracci
sensibili davanti
all'abominio di questa posa.
Ora che il ruolo è invertito,
che il capriccio cambia veste
e si nutre di specchi rimpolpati,
scappa
e lasciati dietro
la tua ombra
da spaventapasseri.
Ti raggiungo
gelido tormento invertito
piano piano protendo
il mio verso
vagiti vergini
l'ora che mi fissa
la parola straniera.
Aria fredda
dalle fessure
strette i capricci
versano le tue parole
nelle bottiglie stappate.
Ora puoi vedere battere
le pause, i punti
assegnati lasciare
spazi tra strisce
rinfrescate,
e macchie colare
ostinate sul bagliore
fastidioso dell'indice
puntato.
Mi piace
la nuova postura
in cui ti ho sorpreso,
ma le parole seppellite
nella terra in cui
affondi i tuoi piedi,
a cui hai aggrappato
la tua lingua diligente,
ti sorprendono di nuovo
a cercare il punto
che strappa il lamento
nella notte che
si intromette.