Quando verrai da me

Quando verrai da me
dimentica
dimentica chi eravamo
lascia fuori da quella porta
ogni istante mai stato nostro
che prima di Noi mai
nulla è stato reale.
Quando andrai via da me
ricorda
ricorda chi siamo
e se oltre quella porta
mi sentirai ancora
io ci sarò.
In un battito d'ali
in un cielo azzurro
in una foglia
in un respiro
e in un respiro ancora.
Perché è questa la vita
una catena di respiri
che spezzano il tempo
e spiegano le ali.
Elisabetta Barbara De Sanctis
Composta martedì 30 dicembre 2014
Vota la poesia: Commenta

    Quelli non erano occhi

    Quelli non erano occhi. No.
    Erano un diario. Di quelli con la chiave che nascondi sotto al cuscino.
    C'era tutto. Ci potevi leggere tutto.
    Erano il racconto di chi è sopravvissuto. Ancora e ancora.
    Di chi ha sofferto e gioito.
    C'erano segni di battaglie qualche volta vinte, il più delle volte perse.
    C'erano segnate tutte le cadute e tutte le volte che si era rimessa in piedi.
    A guardarli bene ci vedevi anche l'ombra di un barattolo di colla,
    quella sempre a portata di mano per ogni volta
    che era stato necessario rimettere insieme qualche pezzo.
    Fragili e stanchi. Li vedevi fragili e stanchi a volte.
    E dolci. Di quella dolcezza che resta indomita nonostante il disincanto.
    Quella che non molla, che non molla mai.
    Quella che cerca sempre e comunque il buono e il bello
    anche se a volte deve scavare a mani nude.
    No. Quelli non erano occhi.
    Erano manoscritti antichi.
    Erano anima. Erano pelle.
    Erano chimere.
    Erano viaggi.
    Viaggi infiniti.
    Viaggi del cuore.
    Elisabetta Barbara De Sanctis
    Composta lunedì 3 novembre 2014
    Vota la poesia: Commenta
      Questo sito contribuisce alla audience di