Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie di Elisa Ranica

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Diario.

Se ogni sera

Se ogni sera mi riportasse un po' di luce
e potessi vivere il giorno discreta e fragile,
i tuoi pensieri non disturberebbero più i miei
perché ogni goccia delle tue parole
si trasformerebbe in linfa essenziale alle mie orecchie
e ogni gemito mancato coprirebbe le nubi
per far splendere la pioggia
di un sapore amaro,
costante e vitale,
quello che cerco nella vita
è incontrare il tuo sguardo
in una sera di maggio,
perdere il controllo della voce
e sommessamente chiederti come stai.
In pochi istanti il mio mondo
si trasformerebbe in vento
e il tuo stare diverrebbe acqua che inonda ogni mio passo.
Così non ti aspetto e non attendo
di sentirti muovere in me,
ma annullo il destino che ci ha divisi
e ritrovo il suono della mia voce,
il ritmo del mio respiro,
in te.
Composta sabato 14 maggio 2016
Vota la poesia: Commenta
    La dolcezza di questo sapore
    sembra uno spiraglio d'amore
    in un momento buio.
    Occhi che scrutano altri occhi,
    bocche socchiuse e sanguinanti,
    brandelli di carne cospargono la mia mente
    come se un solo essere umano
    potesse contenere tutto il dolore del mondo
    e farlo suo.
    Dove si trova la misura del dolore?
    In quale angolo di cielo posso chiedere aiuto?
    Da sola potrei sprofondare nella terra
    e solo i demoni mi tenderebbero la mano.
    La mia salvezza non è che un passaggio angusto
    fra i vetri che si stanno chiudendo.
    E la tua mano mi tiene forte per farmici entrare.
    Sono quasi in salvo e ho ferite dappertutto.
    La mia bocca non osa più pronunciare troppe parole,
    i denti serrati e la lingua asciutta.
    Ritornerò alla vita, ma non ora, non ancora.
    Devo percorrere un altro spazio senza tempo né limiti
    passare attraverso fessure infuocate e scottarmi di nuovo la pelle.
    Sono più vicina, ma non ti ho ancora raggiunto.
    Eppure tu continui a tendere la tua mano
    e io l'afferro disperata e grata.
    Non dimenticarti della mia fatica e del mio pianto,
    sono solo un essere umano.
    Composta sabato 14 maggio 2016
    Vota la poesia: Commenta
      Stanotte non mi sono specchiata nelle stelle,
      ho accolto le tue parole
      e le ho trasformate in un graffito,
      quel muro ha preso forma e colore
      e io l'ho guardato attraverso i miei sogni,
      per non perderti nemmeno un istante.
      Ho letto le scritte
      e provato a risponderti a modo mio
      ma niente può fermare due cuori
      che hanno deciso di aversi
      il loro segreto è protetto
      e la loro immagine prenderà forma
      sul palcoscenico della vita
      fino a vibrare nella giusta frequenza
      fino a dilaniarsi per ogni errore
      e cantare di gioia ad ogni vittoria.
      Composta sabato 14 maggio 2016
      Vota la poesia: Commenta
        A che serve innalzare il cuore di rabbia
        se non a disperdere minuscole particelle di sé nel mondo?
        Perché dovrei trattenere il mio sdegno
        se non approvo i tuoi misteriosi sussurri?
        Non arrivano dritti al mio cuore
        dovrai convertirti alla mia lingua
        se vuoi far parte di me,
        dovrai appendere le vecchie scarpe
        in un angolo buio e umido
        lasciare che si decompongano
        secondo la legge della vita
        e tornare a cercarmi
        con uno sguardo d'amante,
        dolce e intimo allo stesso tempo.
        Non mi troverai ripetendo ossessivo
        le parole degli altri
        io cerco una lingua nuova,
        che ci appartenga dal principio
        e non porti tracce di violenza.
        Questa miniera d'oro che possediamo
        potrebbe venir consumata dal tempo
        dall'attesa e dalla noia.
        Questa scatola di vetro in cui vuoi inserirmi
        la disprezzo perché volgare e asettica.
        Ricordati di non perseguitarmi oltre
        se vuoi il mio cuore quanto io voglio il tuo
        e niente sarà immorale o sporco,
        ma profumerà d'amore,
        di quello che sa stare in basso per raggiungere le vette,
        di quello che si mescola agli umori della carne e
        ritrova se stesso mentre si perde.
        Questo voglio e non scenderò a patti
        né con te né con me stessa.
        Se non ti avrò così, meglio una gelida distanza fra noi.
        Una coltre di ferro a dividerci.
        Composta mercoledì 11 maggio 2016
        Vota la poesia: Commenta