Poesie di Elisa Ranica

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Faccio fatica a risvegliarmi alla vita
Getto quello che non serve più e procedo
Se un solo istante bastasse
A rendere il cielo così azzurro
E il mare così dolce
Io lo afferrerei per farlo mio
Se una sola parola
Potesse squarciarmi il cuore
Tu la penseresti per me
Luminosa e squallida
Come ogni cosa sa essere
Viva e decadente nell'argilla
Appena forgiata che so diventare per te,
Nella solitudine dei miei canti
Segreti, io imploro il tuo tempo,
Vivo di gratitudine e di pezzi attaccati a se stessi in un unico ammaestrato dolore.
Elisa Ranica
Composta martedì 28 giugno 2016
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    I pezzi che scompongono il mio corpo
    sono vetri aguzzi, tolti con la pazienza
    e l'inganno di mani esperte,
    che lanciano pensieri tutt'intorno,
    come immagini fatiscenti e accecanti
    nel buio delle anime in viaggi sfocati.
    La stanza racchiude il tuo lavoro
    e la noia fragrante della vita.
    Sei solo, ondeggi, il collo piegato
    dalle troppe parole impaurite,
    dai giorni sempre uguali
    ad accompagnare l'essenza di te.
    Invano chiamo la tua anima,
    già mia e così distante da noi.
    Le mie urla silenti sono il tuo orgoglio
    di aguzzino e benevolente giovane uomo,
    i miei disegni si trasformano in elettriche, calde
    e umide storie che non conosci:
    t'immergo in una casa ancora disabitata,
    in sogni eterei di carnalità voraci,
    ti trasporto come un avventuriera verso orizzonti di strada,
    per condurre ogni sensazione a vibrare di sé.
    Se questo è soltanto un viaggio,
    una carezza alla mortale prudenza,
    io me ne sono appena innamorata
    e senza lanciare sfide cammino a passi
    leggeri o pesanti,
    cammino fino a scomparire in me stessa,
    dove il traguardo è stare in piedi fino alla fine,
    nuda e travestita,
    ricoperta di pelle che amo, con la forza immensa e disperata
    di ritrovarla appoggiata alla tua.
    Elisa Ranica
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      Sento le tue braccia
      che avvolgono il mio ventre
      e il tocco della tua mente che abbraccia i miei capelli sciolti nel sole intenso.
      Ogni carezza che mi hai dato
      ha nutrito le speranze e i sogni
      di un corpo ormai gelido e solo,
      ogni vibrazione delle tue braccia
      ha accolto il mio richiamo sinuoso
      e mi hai posseduta senza sfiorare
      nemmeno per un attimo le mie membra,
      pesanti e asciutte.
      È iniziato un viaggio che non ha meta,
      se non le nostre tenere e voraci parole,
      non ancora dette,
      non ancora nate al giorno.
      Ti prendi cura dei miei sorrisi
      come se non potessero sbocciare soli,
      cancelli avidamente i pensieri aggraziati
      per scambiarli con un sentire che spaventa
      le ore e mi costringe a volgere
      lo sguardo al presente.
      Vuoto che non accetta di essere sospinto
      nel nulla e non teme se stesso.
      Nell'aria soffro di te e sogno la notte
      scambiandola per il giorno.
      Elisa Ranica
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        Viaggio

        Ho sentito entrare in me
        una luce diversa da quella che mi portavo appresso,
        le ho creato uno spazio piccolo
        poi sempre più grande.
        ho cercato di aprire un varco,
        passo dopo passo
        e ho scoperto la magia
        della tua assenza
        e la follia delle mie illusioni.
        Il viaggio è appena iniziato
        e già i miei piedi ne portano i segni indelebili,
        segni di quello che mi ha bruciato lentamente,
        erosioni e scintille che mi hanno resa forte.
        Mi sono interrogata a lungo
        finché non c'era più varco che non avessi provato a solcare,
        alcun indizio della nostra storia,
        né parole che confermassero
        i miei desideri.
        Ho nuotato in un sentiero senz'acqua
        e ripreso fiato per poche ore.
        Tu eri lì a fissarmi,
        stordito dai miei mutamenti
        e assorto nei tuoi giochi.
        Ho risalito la montagna fin dove
        le mie forze tenevano
        e i tuoi richiami non li ho più sentiti entrare.
        Mi sono accasciata disperata e stanca,
        ho pregato e implorato un giorno di sole,
        affinché riscaldasse i miei geloni invernali,
        ho trovato una piccola scia di te in un passante
        e mi sono ripresa dalla solitudine.
        Eppure non c'è speranza per noi,
        nessun tempo che si apre a dirci
        qui potete ristorare, presso di me state al sicuro.
        Non c'è brezza che ci sfiori l'uno accanto all'altra
        e non c'è sapore che possa riconoscere
        sui tuoi vestiti umidi.
        E così ho deciso di non fermarmi,
        di proseguire e cercare in un raggio di luna,
        di interrogare il vento e la tempesta,
        che potrebbero contenere tue notizie.
        Mi ristoro e mi affatico,
        ma non lascio passare giorno senza il pensiero
        di un universo che ci accolga,
        che sia l'inizio di un cammino
        Mostrami il cielo infuocato
        ad ammonirmi coi suoi calori disumani.
        Sono nuda in una bolla tiepida,
        straziata dal lato oscuro
        che di te conosco,
        fresca di un massaggio
        che ha risollevato il mio ventre.
        E non ti aspetto, ah no,
        non lo faccio più.
        Se giungerai a me sarà per caso,
        così come sono arrivata nei tuoi occhi.
        Niente può dividerci e nulla ci unisce ancora,
        ma so che sei mio.
        Elisa Ranica
        Composta lunedì 6 giugno 2016
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          Mi mancano le emozioni
          che solo tu porterai sul mio corpo,
          forti e implacabili
          come i tuoi umori,
          le emozioni che cerco
          non sono che degli inferni da scoprire
          passando attraverso il purgatorio della tua anima,
          là dove sono già stata tante volte,
          portami con te oltre tutto quello
          che è successo
          rimuovi la pietra che si è depositata
          sulla mia schiena,
          umilia il mio ventre
          per farlo tuo
          e incoraggia il senso del pudore
          che mi manca.
          Ti desidero con cuore selvaggio
          e sguardo assente,
          quasi ti pretendo
          tanto è forte questa assenza che si fa vita pura.
          Elisa Ranica
          Composta mercoledì 1 giugno 2016
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