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Poesie di Elisa Ranica

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Diario.

Sei impazzito di dolore per avermi persa,
ti scudi dietro una vita di menzogne e risse di parole assordanti.
Quello che vedo è lucidità estrema
in un volto di ragazzo,
quello che sento è pura follia
e io che ti vorrei vicino
non so come muovermi
non so come fare per farti capire
che il dolore si affronta e non si maschera
nelle bugie e nel disprezzo della vita.
Giovane uomo io ti penso con amara tristezza
e che il risveglio ti renda più vicino a te stesso
e meno alla smania di potere e pazzia.
Quelli come te devono usare la notte per vincere gli incubi del giorno
e sfruttare gli altri per sentirsi forti.
Come posso ancora starti accanto
in un universo di mancata saggezza e rancore?
Voglio liberare la mia pelle dal tuo odore
e desidero che il mio cuore imprigionato
trovi la sua strada, feroce, sanguinosa
ma vera.
Come potrei nascondermi ancora una volta?
Dove trovare riparo dalla dolcezza del tuo abbraccio?
Ti auguro di capire quello che senti realmente,
quel desiderio di me che fa stringere le mascelle
e contrarre il mondo.
Devi aprire il tuo orrore e non buttartici dentro,
scegliendo quel punto luminoso
che ti dia pace.
Composta martedì 26 luglio 2016
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    Non ti cerco più la notte
    non ti penso più il giorno
    deliro senza pensare a te,
    gioisco dell'amicizia e del buon vino.
    Sì, sono decisa nei miei indugi,
    ti tornerò a cercare in un altro tempo,
    quando le mie connessioni saranno stabili e luminose.
    Ho già costruito un mondo
    e ti ho rivestito di essenze,
    ma non conosco la realtà,
    soltanto la materia che percepisco a mani nude.
    Voglio immergermi di nuovo
    in quell'acqua fredda che mi dà sollievo
    e parlare con la gente senza rabbia,
    con un velo di delicato pudore
    e pochi pensieri.
    Ti conosco troppo bene per non avere paura
    e così poco per rinunciare.
    Composta lunedì 18 luglio 2016
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      Ti tengo stretto a me
      come soltanto io oso fare
      e non lascio scorrere la tua paura
      sui miei seni,
      per restare a terra ancora un po'
      non ho bisogno di parole.
      Ho deciso di intrattenere il mio fiato
      lungo il sentiero più arguto
      e le strettoie d'argilla.
      Posso sentirti amare
      e conosco i tuoi dubbi a memoria,
      ma so chi siamo.
      Qualche nube chiama la tempesta
      e il cielo si annichilisce per farci spazio.
      In questi tempi fragili,
      io penso e mi faccio male.
      Nessun desiderio si presenta senza
      il debito dell'assenza.
      Composta mercoledì 13 luglio 2016
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        Non conosco il seguito di questa storia
        anche se è impressa nelle mie ossa,
        posso solo aspettare il giorno del giudizio
        e pregare.
        Mi sono avvicinata a te quasi per caso
        e ho trovato l'amore che non credevo.
        Attendo con ansia i tuoi prossimi passi
        e mi interrogo meno di prima,
        adesso tutto si è fatto chiaro
        e le mie intenzioni sono le stesse,
        quelle che conosci e che tieni per te.
        Ogni mattina vorrei morire
        invece di rinascere, sono fatta così,
        questi sono i miei limiti e le mie pene.
        Mancano pochi giorni al tuo arrivo e
        sembrano infiniti, scorrono lenti,
        come i rivoli d'acqua d'un ghiacciaio perenne.
        Devo smettere di giocare con la sorte
        e dirti quello che penso,
        ma poi non lo faccio e tutto scorre lo stesso.
        Devo credere di poter metter piede
        in terre che erano nemiche
        con un altro volto, un'altra faccia,
        da domani sì, lo posso fare.
        Composta mercoledì 13 luglio 2016
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          Che questa notte mi porti lontana da me
          e vicina alle tue salde braccia,
          che le mie paure siano cancellate dal sonno
          e dal silenzio del mondo.
          Mentre la città vive di sé,
          io mi nascondo nell'ebbrezza delle parole non dette,
          dei sogni facili e ossessivi.
          Come sarebbe facile incontrarsi
          in una sera d'estate,
          fragili, inespressi eppure vivi.
          Ll mondo non accenna a fermarsi
          ma io non proseguo al buio,
          preferisco attendere una mattina nuova,
          che mi dia il senso dell'essere in piedi,
          dello stare in bilico fra i mondi paralleli
          che la gente costruisce continuamente.
          Io non so chi sono e non ti conosco,
          stanca delle cose quotidiane,
          cerco la follia, come fai tu.
          I risentimenti sono il mio pane
          e la mia distruzione
          non voglio che anche tu ne entri a far parte.
          Tu sei diverso nella mia mente
          e io sono quella musa che vai cercando
          per esprimere un cuore rigido.
          Ripensami ogni volta che puoi
          e sii sincero,
          sfuggi le vette facili e resta sobrio per me.
          Io sarò il tuo vino forte,
          la tua droga leggera,
          io, sola ed indifesa,
          posso ancora darti tutto quello che sei.
          Composta martedì 12 luglio 2016
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