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Poesie di Elisa Ranica

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Diario.

Ti ho abbandonato in una stretta stringata
ai miei passi, sempre più lenti ma forti,
ti lascio un abbaglio di quella stella
che vedrò cadere questa sera,
perché tu sia ancora qui,
nella presenza e nel lutto
di quello che abbiamo perduto.
Non c'è gioia più grande di un nuovo colore
che dipinge il cielo e io lo sento
nelle tue abitudini dissolute,
nei tuoi sospiri accennati.
Ti sembra già trascorso un anno?
È solo il sole che percorre il suo solito giro
per prendersi gioco di noi e delle nostre debolezze.
È la luna che crescendo fa maturare la frutta
e dona spettacolo alla terra, ai suoi gemiti.
Composta venerdì 12 agosto 2016
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    Ho vinto i miei fantasmi
    con un tocco di penna
    e devo rinnovare ogni giorno
    la magia della parola,
    perché non credo ai miracoli,
    ma poi accadono sempre.
    Se la musica non basta,
    se il dolore è acuto e strazia la poesia,
    il dire sa creare misteri di bellezza
    e ogni desiderio cade pesante, esaudito,
    finisce alla terra da cui era nato.
    Composta lunedì 15 agosto 2016
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      Chiedo alla notte qualcosa che non ho saputo sussurrare al giorno,
      implacabile ristoro che la mia vita non trova negli occhi del mondo.
      Dispenso parole in delirio
      e vorrei soltanto un amore
      a ristorare le mie ore feconde.
      Ti invito a essermi amico e
      in segreto ne ho orrore
      perché hai cancellato una parte di me che non trovo
      in nessun volto.
      Scaglio feroci fumi nel buio
      della montagna sacra,
      invoco leggerezza e grazia,
      mie fedeli compagne di sempre.
      Chi sarai tu che riporterai
      le frasi ad avere un senso
      e i miei occhi a sorridere?
      Quanto tempo dovrò divorare
      prima di averti al mio fianco?
      Dove finisce un amore inizia
      un silenzio che oso chiamare
      tristezza.
      Composta lunedì 8 agosto 2016
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        Se mi hai infilato degli spilli nella testa
        io me li lascerò togliere uno ad uno,
        da mani pazienti e con carezze gentili.
        Le mie ossa sono intatte
        e quando sprofondo negli abissi
        risalgo sempre più forte
        perché non puoi togliermi la vita,
        non puoi più gettarmi nello sconforto usuale.
        Trovo i sentieri meno battuti
        e mi imbatto nella gente che sa amare.
        C'è chi racconta storie e chi ti afferra con un sorriso.
        Io sento il rancore che mi abbandona
        e mi preparo a rinascere indenne,
        scrivendo storie.
        Imparerò a parlare di nuovo,
        ad amare urlando, capirò il senso di racconti inebrianti.
        Il mare mi ha trovato impreparata,
        le onde erano troppo dense di dolore, la sabbia cocente
        mi ha scottata e il mio giro all'inferno
        si è appena concluso fra le braccia
        di una sorella.
        Composta sabato 6 agosto 2016
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