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Scritta da: Joyeux ipotenusa
Verrà il giorno in cui tutto svanirà,
in cui la vanità si spegnerà in polvere,
in cui la musica sarà compagna del silenzio,
in cui sole sarà illuminato dalla luna,
in cui il colore sarà colmo di sconclusionato senso:
scomparirà in un bianco molto oscuro.
E sarà Big Bang di emozioni!

Intanto attendiamo amareggiati
assaporando limoni e bevendo liquori.
Fingendo il nulla, fuggendo il tutto,
sparando colpi di cannoni all'orologio a
cucù: cu-cù, cu-cù, cu-cù.
E poi: Dong Dong Dong.
Siamo a tre quarti dalla mezzanotte:
forse prudenti armiamoci di temperanza.

Lorenzo ricerca Giustizia:
sia fatta! Sia vera! E nel frattempo
pretendo il forte della pace,
a costo di entrare nel labirinto.
Disseminate alcolici lungo la strada.
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    Scritta da: Joyeux ipotenusa

    Vocazione di San Matteo

    Ballata in sol minore,
    mentre facciamo quadrare i conti
    sulla tavola lunare.
    Qualcuno mi indicò,
    mentre continuavamo a far quadrare i conti
    sulla tavola lucente di raggi estranei.
    Lo guardai e mi alzai,
    mentre continuarono a far quadrare i conti
    sulla tavola tintinnante di danari d'oro.
    Odoro l'armonia musicale dello sguardo toccante.
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      Scritta da: Joyeux ipotenusa
      Tu nutri il mio animo instabile con le tue velenose favelle,
      madrigna,
      hai generato una strana creatura ove gli opposti
      si sposano tra di loro in una lunatica armonia:
      una rosea timidezza e una loquace ebbrezza,
      una fine intelligenza e una profonda ignoranza,
      una freddezza quale la Medea quando trucida i figli
      e un compassione disumana per il prossimo:
      il desiderio di dipingere il sorriso su ogni volto,
      la speranza di una pace dei sensi e il desiderio
      di vedere te inquieta, proprio come lo son io.
      Poiché disprezzo questo falso anticonformismo
      e questa falsa compostezza borghese.
      Stanotte non rincaserò:
      venite con me a piedi nudi per le strade.
      Non importa il vostro abito esteriore: basta un vincastro.
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        Scritta da: Joyeux ipotenusa
        Prima del dispotico tentativo di porre
        rimedio alla quotidiana afasia poetica contemporanea
        capitò d'imbattersi in labirinti di anime:
        inorridisco!
        Qualcuno è anche specchi deformante
        che proietta un sorriso maligno:
        ma è vera imago?
        Ci sia consegnato il gomitolo per uscire
        da qui, poiché il figlio di Minosse è sempre
        più vicino alla nostra superflua esistenza.
        Prendiamoci per mano, per mano, per mano,
        prendiamoci per mano e un cerchio farèm,
        un cerchio farèm.
        Un cerchio.
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          Scritta da: Joyeux ipotenusa

          La Trasparenza

          Perde inchiostro bianco su pergamena
          la penna
          gabbiano profondo strappa alla mano
          vola vola vola sopra l'acqua
          che scorre
          intanto aspettano che lo specchio
          si rompa

          Ma i grattacieli cittadini s'innalzano
          babelici sopra la città allucinata
          che svista l'orgia di periferia
          ha dipinto di grigio il folio bianco
          E intanto aspettano che lo specchio
          si rompa
          o perlomeno che lo si possa
          attraversare.
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