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Poesie di Elena Sorà

Studio, nato a Santa Maria Capua Vetere (Italia)

Scritta da: Elena Sorà
Sparo sulla folla, ne colpirò uno solo
sei solo tu a dover morire in un canale di scolo
Illuso vuoi cambiare il mondo
e per questo presto sarai morto
non capisci che qui non ce n'è uno che abbia torto
ognuno vuole la sua riscossa
e intanto tu te ne vai in una sottile linea rossa
il cellulare suonerà
ma nessuno risponderà
così sprechi il tuo respiro
non prenderti in giro
non mi commuovi
tanto è ufficiale morirai
ma ancora non capisco come fai
a lasciarti ammazzare
per uno stupido ideale.
Composta mercoledì 13 ottobre 2010
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    Scritta da: Elena Sorà
    Lacrime di diamante
    si mischiano col sangue,
    corrono sulla pelle,
    cadono sul pavimento.
    Lacrime di diamante,
    volano tra le tenebre,
    scivolando sulle guance,
    fendendo l'aria immota.
    Lacrime di diamante,
    riflesse in uno specchio,
    si muovono silenti
    strisciando solerti
    come fosse un dovere.
    Lacrime di diamante,
    senza cuore e
    senza pause,
    chiedono vendetta,
    chiedono giustizia.
    Lacrime di diamante,
    riflesse in uno specchio,
    specchio rotto dal dolore,
    pezzi in terra
    e frammenti tra le mani,
    si mischiano col sangue,
    fissate da un paio di occhi
    che più nulla hanno di vivo.
    Composta mercoledì 13 ottobre 2010
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      Scritta da: Elena Sorà

      Linee

      Linea sottile,
      deliziosamente confusa,
      linea bianca,
      di polvere angelica,
      linea rossa,
      di liquido vitale,
      linea nera,
      di vita spezzata,
      linea verde,
      di speranza germogliante.
      Non c'è legalità,
      la moralità non esiste,
      linea trasparente,
      linea alcolica,
      linea dipendente.
      Non c'è termine
      a quello che ho dentro,
      fantasmi,
      se ne creano di più,
      sempre di più,
      la fine della linea
      non la vedrò mai,
      non voglio nemmeno.
      Tempo,
      ne ho in abbondanza,
      voglio tutto e lo voglio ora,
      solo per me,
      solo per noi,
      di più e ancora,
      la fine della linea è lontana.
      Linea blu,
      luci psicadeliche,
      linea castana,
      tabacco sfuggito,
      linea impalpabile,
      fumo sinuoso.
      Linee,
      la gabbia è stata distrutta,
      linee, l'oro
      è sparito ed è rimasto
      il freddo ferro,
      linee, tracciate dagli altri,
      linee, confini che oltrepasserò,
      linee, che stravolte creerò io,
      in questo momento benedetto,
      che forse finirà
      presto.
      Composta lunedì 5 luglio 2010
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        Scritta da: Elena Sorà

        Doll

        Bambola.
        Creata da mani umane
        riflesso di pazzia
        con occhi pece più profondi
        dell'oblio.
        Bambola,
        che sorride verace
        statica
        eppure terribilmente
        dinamica.
        Bambola,
        che ghigna
        maligna
        nel buio della notte,
        un brillio negli
        occhi
        che non battono
        le palpebre, mai.
        Bambola,
        che ti fissa accusatoria
        rimembrandoti sempre
        il tuo più grande errore,
        quello che hai fatto
        sotto il suo sguardo impietoso.
        Bambola,
        che ti rimprovera
        il pianto
        le debolezze
        i singhiozzi
        con iridi nere
        e vuote,
        proprio come te.
        Bambola,
        che ti terrorizza osservandoti
        istancabile
        ogni notte
        senza abbandonarti mai,
        ricordandoti
        le paure
        d'infante,
        le urla che emettevi
        spaventata
        sotto l'ingannante
        impenetrabilità
        di quei
        bulbi di
        nient'altro che freddo e impassibile vetro.
        Bambola...
        Che ti commisera
        dall'alto della sua casa
        di bambole
        dove vive una vita
        di bambola
        con un marito bambola
        e figli bambola,
        senza conoscere nulla
        se non la sua
        ingannante e tranquilla
        - così crudele e falsa -
        realtà.
        Bambola,
        con i suoi sorrisi mendaci
        e i suoi occhi sagaci
        che tutto scorgono,
        che tutto osservano,
        che di ogni cosa ridono.
        Bambola;
        bambola dai capelli come i tuoi
        con il tuo viso
        con il tuo corpo...
        Bambola,
        che forse sei tu,
        in un domani.
        Composta martedì 22 dicembre 2009
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