Guerra allucinata

Lotto contro il mondo, contro l'immensità che mi circonda e... il dolore che mi opprime.
Contro il destino, o l'idea astratta che ho di esso.
Mi dibatto ferocemente cercando di prendere a pugni quel viscido essere che mi fissa con uno sguardo ardente di consapevolezza, un sorriso ironico stampato sul diabolico muso.
Lotto contro il tempo e la distanza, figli di quel mostro e premurosi torturatori della mia anima.
Strappo brandelli di carne viva dalle loro fauci, sottraggo la mia pelle ai loro artigli, in un disperato impeto di rabbia.
Lotto per i miei sogni. O forse no: li combatto; voglio ucciderli seguendo il loro esempio.
Mi stanno logorando da dentro, nutrendosi del mio sangue, consumando i miei organi.
Basterà aprire uno squarcio nella mia carne, affondarvi le mani, raggiungerli e stritolarli.
Li ridurrò in polvere prima che loro facciano di me cenere spenta.
E lotto contro la mia immagine allo specchio. Sempre, in ogni caso.
Mi odio dal profondo, di un odio irrazionale e pericoloso.
Lacero la mia follia, il mio ottimismo e la mia ingenuità.
Sfido in uno scontro tremendo, letale, la mia debolezza.
Sì, letale. Perché, se a vincere dovesse essere lei, non vorrei sopravvivere un istante di più.
Ma non mi lascerò annientare, non resterò impassibile, facendo finta di niente mentre vengo divorata e corrosa dall'interno, ferita e derisa dall'esterno.
Continuerò a lottare con ogni mezzo.
Sputerò in faccia al vento che percuote il mio corpo con soffi di supremazia.
Respingerò le onde di questo mare in collera, che vogliono raggiungermi e rapirmi a me stessa.
Strangolerò con le mie mani tremanti l'odio che tenta di penetrare in me, farò annegare il dolore nel sangue che ha fatto sgorgare dal mio cuore.
E poi il colpo di grazia, per mettere fine a questa guerra allucinata.
Mi porterò una mano al petto, e prenderò quell'organo malato che ho dentro da troppo.
Osserverò le mie dita chiuderlo in una morsa crudele, stringerlo con forza, spremerlo fino all'ultima goccia di vita.
E guarderò lo spettro della morte impossessarsi di lui, per sempre.
Elena Cappai
Composta giovedì 20 ottobre 2011
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