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Scritta da: Gabriella Stigliano

L'amore a mano aperta

Io non ti do il mio amore come fanno
le altre ragazze, in uno scrigno freddo
d'argento e perle, né ricco di gemme
rosse e turchesi, chiuso, senza chiave;

né in un nodo, e nemmeno in un anello
lavorato alla moda, con la scritta
"semper fidelis", dove si nasconde
un'insidia che ottenebra il cervello.

L'Amore a mano aperta, questo solo,
senza diademi, chiaro, inoffensivo:
come se ti portassi in un cappello

primule smosse, o mele nella gonna,
e ti chiamassi al modo dei bambini:
- Guarda che cos'ho qui! – Tutto per te -.
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    Scritta da: Gabriella Stigliano

    Non dà sollievo il tempo

    Non dà sollievo il tempo;
    mentivate dicendo che sarebbe stata breve
    la mia pena.
    Lo sento nella pioggia che piange,
    alla marea che si ritira;
    sciolte le vecchie nevi ad ogni picco,
    le foglie dell'altr'anno son fumo sui sentieri;
    non così per l'amaro della morte,
    che resta, opprime il cuore, abita in me.
    Ho paura di andare in troppi luoghi
    che traboccano della sua memoria.
    E se respiro in qualche quieta stanza
    ignota al passo e al volto luminoso,
    dico "non c'è memoria, qui, di lui"
    e resto frastornata a ricordarlo.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Canto d'autunno

      Ora l'autunno ha brividi
      nel gambo della rosa.
      Alte e lontane scale
      s'appoggiano tra i frutti.

      L'autunno ora s'arrampica
      sull'intrecciata trama
      e la rosa ricorda la polvere
      da cui fu generata.

      Piú lucente del fiore
      sul cespuglio di rosa
      è la bacca arancione,
      ora avvizzita, amara;

      in ozio la bellezza non sa stare;
      tutto accade in suo nome;
      ma la rosa ricorda la polvere
      da cui fu generata.
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