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Scritta da: Gabriella Stigliano

IO

Son forestiera in questa terra
che giace profonda sotto il mare pressante,
lo sguardo del sole penetra con raggi spirali
e l'aria mi scorre tra le mani.
Mi dissero che ero nata in cattività -
qui non c'è nessun volto familiare.
Ero forse un sasso che qualcuno ha gettato qui sul fondo?
Ero forse un frutto troppo pesante per il ramo che lo sosteneva?
Sono qui in agguato ai piedi dell'albero che mormora,
come fare per risalire i lubrici tronchi?
Lì in cima convergono le ondeggianti corone,
lì voglio sedermi e sbirciare
il fumo che sale dai comignoli della mia terra.
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    Scritta da: Gabriella Stigliano

    L'anima in attesa

    Sono sola tra gli alberi al lago,
    vivo in amicizia con i vecchi abeti a riva
    e in segreta intesa con tutti i giovani sorbi.
    Sola, sto distesa ad aspettare,
    non ho visto passare nessuno.
    Grandi fiori mi guardano dall'alto di
    lunghi steli,
    pungenti rampicanti mi strisciano sul grembo,
    ho un solo nome per tutto, ed è amore.
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      Il mio abito rosso

      A piedi mi toccò attraversare il sistema solare, prima di trovare il primo filo del mio abito rosso. Ho già il presagio di me stessa. In qualche posto dello spazio è appeso il mio cuore, da cui faville si sprigionano, e l'aria vibra verso gli smisurati cuori. Sono... sono io, sono viva, contenta di essere viva, cammino con il mio abito rosso, sorrido a strade che non conosco. Sorrido... e comincio da te.
      Composta giovedì 24 settembre 2009
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