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Scritta da: Gabriella Stigliano

SPLENDESSERO LANTERNE

Splendessero lanterne, il sacro volto,
Preso in un ottagono d'insolita luce,
Avvizzirebbe, e il giovane amoroso
Esiterebbe, prima di perdere la grazia.
I lineamenti, nel loro buio segreto,
Sono di carne, ma fate entrare il falso giorno
E dalle labbra le cadrà stinto pigmento,
La tela della mummia mostrerà un antico seno.

Mi fu detto: ragiona con il cuore;
Ma il cuore, come la testa, è un'inutile guida.
Mi fu detto: ragiona con il polso;
Ma, quando affretta, àltero il passo delle azioni
Finché il tetto ed i campi si livellano, uguali,
Così rapido fuggo, sfidando il tempo, calmo gentiluomo
Che dimena la barba al vento egiziano.

Ho udito molti anni di parole, e molti anni
Dovrebbero portare un mutamento.

La palla che lanciai giocando nel parco
Non è ancora scesa al suolo.
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    Scritta da: Gabriella Stigliano

    Amore in manicomio

    Un'estranea è venuta
    A spartire con me la mia stanza nella casa lunatica,
    Una ragazza folle come gli uccelli
    Che spranga la notte della porta col suo braccio di piuma.
    Stretta nel letto delirante
    Elude la stanza a prova di cielo con ingressi di nuvole

    E la stanza da incubi elude col suo passeggiare
    Su e giù come i morti,
    O cavalca gli oceani immaginati delle corsie maschili.

    Venne da me invasata,
    Colei che fa entrare dal muro rimbalzante l'ingannevole luce,
    Invasata dal cielo

    Dorme nel truogolo stretto e tuttavia cammina sulla polvere
    E a piacer suo vaneggia
    Sopra l'assistito del manicomio consumato dai passi del mio pianto

    E rapito alla fine (cara fine) nelle sue braccia dalla luce
    Io posso senza timore
    Sopportare la prima visione che diede fuoco alle stelle.
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      Scritta da: Eclissi

      Amore in manicomio

      Un'estranea è venuta
      A spartire con me la mia stanza nella casa lunatica,
      Una ragazza folle come gli uccelli

      Che spranga la notte della porta col suo braccio di piuma.
      Stretta nel letto delirante
      Elude la casa a prova di cielo con nubi invadenti

      E la stanza da incubi elude col suo passeggiare
      Su e giù come i morti,
      O cavalca gli oceani immaginati delle corsie maschili.

      Venne invasata,
      Chi fa entrare dal muro rimbalzante l'ingannevole luce,
      Invasata dal cielo

      Dorme nel truogolo stretto e tuttavia cammina sulla polvere
      E a piacer suo vaneggia
      Sopra l'assistito del manicomio consumato dalle mie lacrime
      ambulanti.

      E rapito alla fine (cara fine) nelle sue braccia dalla luce
      Io posso senza venir meno
      Sopportare la prima visione che diede fuoco alle stelle.
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        Scritta da: Eclissi

        Ad altri da te

        Amico da nemico io ti sfido
        Tu con monete false nella borsa degli occhi,
        Tu amico mio dall'aria accattivante
        Che per vera mi rifilasti la menzogna
        Mentre spiavi bronzeo i miei più gelosi pensieri
        Che mi allettasti con luccicanti pezzi d'occhio
        finché il dente goloso del mio affetto trovò il duro
        E scricchiolò, e io inciampai e succhiai,
        Tu che ora evoco a stare come un ladro
        Nella memoria, moltiplicato da specchi,
        In sofferente inobliabile atto,
        Mano lesta nel guanto di velluto
        E un martello contro il mio cuore
        Eri una volta una tale creatura, un così allegro,
        Schietto, spassionato compagno,
        Che non avrei mai detto né creduto
        Mentre una verità spostavi nell'aria,
        Che per quanto li amassi per i loro difetti
        Come per i loro pregi,
        I miei amici non erano che nemici sui trampoli
        Con la testa fra nuvole d'astuzia!
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