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Poesie di Dora Pergolizzi

Insegnante scuola infanzia, nato martedì 5 novembre 1963 a Messina (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Dora

I colori del Natale

Sogno un Natale bianco di neve e di bontà
Rosso come l'amore e verde di speranza
Con l'oro della luce e della ricchezza
E l'argento di stelle
Che illuminano il cielo buio della vita
Spero in un Natale a colori
Come l'arcobaleno che rallegri i cuori
Dopo la tempesta di giorni amari
Un albero decorato di pane
Che sfami la gente che non ne ha
dolcezza per nutrire l'anima
e parole di conforto per l'umanità
Sogno dei doni che siano pace
Tolleranza, gentilezza e perdono
Per me non desidero niente
Mi basta il sorriso della gente.
Composta lunedì 20 dicembre 2010
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    Scritta da: Dora

    Giuseppe Povia

    Un poeta l'ha definito Alda Merini
    è molto dolce e ama i bambini
    scrive canzoni anche d'amore
    ... è disponibile e di gran cuore
    ... balla e si muove da paura
    nei suoi concerti energia pura
    fa scatenare, emozionare e divertire
    la sua voce è bella da impazzire
    e anche questo di Povia vi dico
    è pure bello, bono e figo!
    Ed è un mio caro amico...
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      Scritta da: Dora

      Naufragio

      Navigando di fiume in mare
      a oceano arriverò
      per annegare in spazi sconfinati
      in acque più profonde e vaste
      e afferrerò relitti di parole
      che affonderanno se vorrò aggrappare
      Naufraga in immense distese di frasi
      che scivolano sulla pelle come gocce
      fredde a crear brividi su membra
      che faticano a muoversi e annaspando
      cercan di emergere e al respiro tornare
      Non nuoto in questa vastità
      mi lascio scivolare
      in abissi di momenti in cui non risalgo
      ma la vita mi riporta a galla
      e zattera mi offre sulla quale salgo
      lentamente arrivo a sponde che accolgono
      il mio corpo che stremato cade
      su sabbia infuocata che bruciando mi abbraccia
      e lì riposo finché l'onda non mi investe
      per riportarmi al mio oceano agitato
      che riempie di sale questo cuore.
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        Scritta da: Dora

        Tempo di tempesta

        Adesso il cielo cade
        si sciolgono le nuvole
        si spaccano le stelle
        fulmini squarciano tenebre

        temo per te, per me stessa
        e pioggia incessante che lava

        che sporca, cancella, disegna
        piccoli fiumi a inondare vie
        pozzanghere a creare laghi

        ho paura.... tu sei lì fuori
        perso nel diluvio di una notte
        che annega, il cuore scoppia
        come tuono che penetra nel buio
        illuminandolo di lampi accecanti
        improvvisi

        Ma come è esplosa cessa

        la furia incontrollata

        tutto è silenzio

        la notte torna buia

        si spengon di saette luci

        si abbassano di fragori suoni

        si asciugano i sentieri umidi

        fontanelle e rivoli discendono

        in canali e grondaie scompaiono

        e tu sei sempre fuori

        non più nell'uragano

        ma nell'oscurità

        di un tempo di tempesta

        di questa mia anima

        che non crea arcobaleni.
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          Scritta da: Dora

          Il sabato di città

          L'adolescente vien dal centro commerciale
          al tramonto con il suo fascio di sacchetti
          e reca in mano un rossetto e un eyeliner
          onde siccome si vuole truccare ella s'appresta
          stasera in discoteca, il seno e il viso
          Siede con le amiche al bar la vecchierella,
          incontro là dove si perde il sole
          e spettegolando va dei tempi moderni
          e di quando la domenica lei si ornava
          e ancora magra e snella
          andava a ballare al circolino
          con i suoi ganzi
          Già tutta l'aria si riempe
          di fumo di scarico e odor di spazzatura
          e le case si illuminano delle luci di tv e schermi dei pc
          Le auto con lo stereo a tutto volume
          danno segno della serata che viene
          e a quel suon diresti
          che la testa ti si frantuma
          I ragazzi urlando parolacce e schiamazzando
          nelle strade fanno un casino della miseria
          e intanto l'operaio ritorna alla sua misera dimora
          bestemmiando perché pensa che non ha un euro in tasca
          e che domani al dì di festa dovrà rimanere a casa
          non potendosi permettere divertimenti
          Poi quando l'immenso casino si cheta
          e tutto intorno tace
          odi il picchiettar dei tasti del computer, odi chi si fa le seghe
          chi fa tardi a chattare sui siti erotici
          fino al chiarir dell'alba
          Questo di sette è il più gradito giorno
          pieno di speranze e aspettative
          domani il giramento di palle e la noia
          recheranno le ore
          ciascuno penserà al ritorno
          al lavoro se è fortunato ad avercelo
          se no farà la fila all'ufficio di collocamento
          o nelle sedi di lavoro interinale
          Ragazzino depresso e insofferente e maleducato
          questa ètà così difficile
          è come il sabato
          giorno vuoto, noioso, senza interessi e prospettive
          senza ideali e fantasia, e sentimenti
          e precorre alla schifezza della vita
          Vivete, ragazzi miei, la vostra età
          senza voler per forza diventare adulti
          senza fare sesso a 12 anni, voler fumare spinelli
          per sentirsi importanti
          spaccare il mondo, andare veloce in motorino
          Che tanto il tempo passa e presto vi ritroverete
          vecchi e rincoglioniti senza rendervene conto.
          Composta domenica 3 ottobre 2010
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