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Le migliori poesie di Don Juan

Nato a Cosenza (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Don Juan
Un vecchio seduto su una grande valigia,
pensa e ripensa a chissà cosa,
afferra saldo tra le mani un bianco fazzoletto,
nei suoi occhi il peso degli anni,
sulle labbra l'amaro di un addio appena consumato.
Per un attimo rivolge il suo sguardo su di me
e un sorriso squarcia la malinconia.
A passi spenti mi si fa incontro
ed allunga la mano vissuta
per salutare chi gli ricorda la sua gioventù.
La voce è sicura quando
scandisce il suo saluto di soldato,
e per un'attimo si accende nei suoi occhi
la stessa fiamma che nei miei prese vita
quel giorno che a man levata urlai la mia fedeltà
al suolo che tiene saldi i miei passi.
Nei miei tratti rivede se stesso
ed il fiore della sua gioventù,
nei suoi occhi rivedo l'orgoglio
che ogni giorno muove il mio cammino.
Composta sabato 1 agosto 2009
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    Scritta da: Don Juan
    È strano.
    È strano quello che succede tra noi.
    Sei lontana e vorrei averti,
    sei vicina e mi incanto ad ogni tuo sospiro,
    sei mia e il cuore gela ad ogni istante in più.
    Non so cosa sia quello che ci lega e che ci separa,
    non so se il futuro incrocerà i nostri passi,
    ma sento il bisogno di chiederti una cosa:
    portami alla luce della tua vita,
    dammi un sogno in cui credere,
    dammi una speranza da crescere.
    Ho bisogno di respirare amore per poter
    continuare a vivere questa vità così strana,
    non posso continuare a bere lacrime amare
    e piangere in silenzio ad ogni luna.
    Ho bisogno del tuo aiuto,
    ho bisogno dell'amore che puoi darmi,
    e te lo chiedo qui,
    inginocchio davanti a milioni di stelle,
    aiutami ad uscire da questo tunnel,
    non voglio promesse,
    non voglio audaci disegni del futuro,
    voglio solo sapere che il presente sarà nostro.
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      Scritta da: Don Juan
      L'ho giurato al sole che t'avrei amata,
      senza dubbi ed incertezze, senza condizione alcuna,
      l'ho giurato alla luna e miliardi di stelle
      eran testimoni silenziose di quanto era vero,
      l'ho giurato a me stesso che mai più
      avrei riaperto gli occhi altrove,
      perché bastavi alla mia vita
      e saresti bastata per cento vite
      ed altre cento ancora.
      Ma anche il fiore più bello appassisce un giorno,
      anche la giornata migliore finisce,
      anche la favola più bella ha una fine.
      Ma quanti Principi smarriscono la via?
      Quanti audaci cavalieri finiscono per
      perdersi nell'intricato gioco dell'amore?
      Quanti trovano il coraggio
      di rattoppare uno sbiadito mantello
      azzurro e riprendere il galoppo?
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        Scritta da: Don Juan
        Per potersi rialzare bisogna realmente cadere,
        è necessario toccare il fondo
        e trovare un punto fermo per far leva
        per rimettersi sulle proprie gambe,
        è necessario farsi male per poter guarire.
        L'ho imparato cadendo, sanguinando,
        piangendo e poi ridendo istericamente,
        ho imparato a non mollare dopo aver mollato,
        ho imparato a smettere di piangere dopo aver pianto,
        ho imparato ad apprezzare la vita
        dopo averla odiata e maledetta,
        ho imparato cosa vuol dire amare
        dopo aver smesso di credere nell'amore.
        Ho imparato tanto,
        sono anche cambiato tanto:
        sono una persona diversa,
        un po' migliore, tanto peggiore,
        ma comunque diversa.
        Non ho la presunzione di insegnare la vita,
        non ne avrei neanche le capacità,
        ma posso garantire a chiunque me lo chieda
        che per capire quanto sia orrenda e meravigliosa la vita
        è necessario provare, vivere, soffrire, piangere e maledire.
        Composta giovedì 30 settembre 2010
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          Scritta da: Don Juan
          Si può chiamare ancora notte
          quell'oscuro manto che non ha più luna,
          quel cielo senza stelle ormai?
          Si può chiamare ancora rosa
          quel fiore spoglio e scuro
          che oscilla stanco al vento?
          È ancora un uomo
          quell'uomo che non ha più sogni,
          che non ha più radici,
          che non vede più la luce del sole?
          Quell'uomo che vaga morto
          nella terra dei vivi,
          quell'uomo che nelle mani stringe
          una vita sconclusionata
          cercando un chiodo cui fissarla?
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