Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie di Delia Viscusi

Studentessa, nato martedì 23 aprile 1991 a Benevento (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Leggi di Murphy e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Rea

Voglia

È di inverno che,
accanto ad un caminetto,
seduta su un divano,
con la pioggia alle finestre,
il caldo abbraccio di un uomo
ti rende viva.
E quando piangi di notte,
senza far rumore,
lui è lì, accanto a te
che ti bacia le lacrime.

Ho già voglia di te
la mattina nel letto,
e mi manchi da bloccare il respiro
quando non ci sei:
ho voglia di abbandonare tutto,
di scappare via,
di sperimentare strade nuove.

Ho voglia di te
quando vedo due occhi che si baciano
e due mani che si cercano,
i bambini che sorridono
e le onde che si infrangono.

Ho voglia di te...

Ho voglia del tuo respiro addosso
mentre fai l'amore.
Ho voglia di dimenticare,
amare e assaporare ogni momento
insieme a te.

Ho sempre più voglia
di te.
Composta lunedì 6 settembre 2010
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Rea

    Dove sei

    Dormo in un letto troppo grande
    e quando lo guardo mi sento sola,
    mi piacerebbe riempirlo di te,
    col tuo profumo che è il più dolce che c'è.

    Dormire accanto a te sarebbe un sogno,
    ti guarderei tutta la notte,
    studierei i tuoi muscoli rilassati,
    conterei tutti i nèi che hai sul corpo
    e li scruterei come fossero stelle in cielo.

    E al mattino essere baciati dal sole,
    quei raggi che ti raggiungono
    trapassando una finestra
    e che disegnano l'ombra del tuo corpo sopra un muro
    ed io mi perdo in te.

    Ma anche oggi ho sognato ad occhi aperti,
    stringendomi le lenzuola attorno come un abbraccio,
    ma solo con te, ti giuro, lo farei...
    Dimmi dove sei.
    Composta lunedì 6 settembre 2010
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Rea

      Apparentemente

      Avrei voluto un altro ragazzo,
      avrei voluto un altro amore,
      magari un po' più bello
      e che mi somigliasse un po'.

      Avrei voluto un ragazzo
      dalla faccia pulita,
      con gli occhi dolci e un'aria tenera:
      quello che lui sembrava,
      apparentemente.

      Da un altro mi sarei fatta rubare l'innocenza
      come accade col primo amore,
      mi sarei fatta strappare i segreti
      della mia prima intimità.
      Gli avrei insegnato che peccare insieme
      non è punibile se ci si vuole davvero bene:
      quello che lui capiva,
      apparentemente.

      Amore, amore, orsacchiotto mio
      un altro uomo ha preso il posto tuo.
      Amore, amore, orsacchiotto mio
      vorrei ci fossi tu nel letto mio.

      Avrei voluto gioire al pensiero di diventare madre,
      ma lui non voleva,
      con lui non si poteva.
      Avrei voluto diventare sposa,
      ma l'abito bianco non gli faceva più effetto.
      Composta sabato 28 agosto 2010
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Rea

        Sarà...

        Sarà quell'aria da smorfioso,
        quell'occhietto scuro e furbo,
        sarà sicuramente così.
        Sarà quella bocca un po' ribelle,
        l'abbronzatura della pelle
        e il profumo strabiliante.
        Sarà quel modo di atteggiarsi,
        di muoversi, di ondeggiarsi...
        Sarà il modo di vestirsi,
        di riabbottonare i jeans.
        Lui mi cresce dentro come la sete:
        una sorgente che vuole e non vuole darsi.
        È lui che tiene in pugno la mia esistenza,
        è lui che mi fa impazzire e perdere la pazienza.
        È lui che conosce ogni centimetro del mio corpo,
        è lui che si avvinghia su di me come un polpo.
        È sempre lui che mi scorre nelle vene
        e che mi fa passare le peggiori pene.
        Sarà che con lui si può parlare,
        gli si possono raccontare le cose,
        dalle più strane alle più maliziose.
        Sarà quel suo sorrisetto dispettoso
        e il modo di pensare un po' ingiurioso.
        Composta martedì 17 agosto 2010
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Rea
          La mia amica si siede di nuovo sui gradini,
          quelli davanti alla chiesa,
          proprio come un anno fa.
          Ricordo che lei faceva già l'amore.
          Ora la guardo e non capisco
          cosa le sia successo al cappotto.
          Mi accenna un sorriso,
          ha le lacrime agli occhi,
          ma io non capisco.
          Apre il cappotto e mi prende la mano,
          l'appoggia sulla pancia e
          mi dice che sarà mamma.

          È arrivato un uccellino
          che le ha lanciato un semino
          che lei ha accolto a braccia aperte.

          Ora è sola
          con un fiore nella pancia,
          ma lei è orgogliosa
          di diventare mamma.
          Il padre l'ha perdonata,
          vuole diventare nonno
          e a tutti e due
          canta la ninna nanna.
          Vota la poesia: Commenta