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Le migliori poesie di Davide Bidin

Studente, nato lunedì 23 luglio 1990 a Milano (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Davide Bidin

In Noia

In noia
Muovi
Le dita incallite
nell'invisibile freddo
Aspetti
Mentre le dita posi
Su legno di bosco
Di giornata uggiosa
Aspetti
Mentre le dita salgono
Sull'odore silvestre
e la resina rinsecchita
Aspetti
Mentre le dita scendono
Sul muschioso arto
Verde bile
Aspetti
Nella speranza
l'arrivo
Di una scheggia
Che sia sorpresa.
Composta sabato 28 novembre 2009
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    Scritta da: Davide Bidin

    La Ballata Dell'Infatuato

    In quella fulgida luce
    Di un giorno passato
    a camminare tra la gente
    e il trambusto
    Non ho saputo dirti con voce

    Che t'Amo

    Come il sole
    Ama la luna
    Segretamente ma eternamente
    Ad ogni calare
    In ogni momento e in ogni dove

    t'amo

    Quando io son alto nel cielo
    t'amo come fosse tramonto
    Quando io son sotto le stelle
    t'amo come fosse aurora
    In ogni tempo

    t'Amo

    In quell'accozzaglia di
    Umana stirpe
    Io ti vorrei dire
    Mille parole, mille discorsi
    Eppur son muto

    Codardo come solo
    i poeti san esserlo
    Sinceramente convinto
    De le passioni mie
    Ma atterrito nel dubbio de le tue

    Spero solo
    In un giorno svegliarmi
    Da questa stolta paura
    e lanciarmi
    Verso le stelle

    e trovare al fine
    Quella sacra vittoria
    Quel miraggio tangibile
    Ch'è bacio, è eclissi
    è Amore splendente e opaco.
    Composta domenica 27 dicembre 2009
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      Scritta da: Davide Bidin
      Come puoi star solo?
      In questo mondo che vomita in volto
      sbuffate d'esistenza avariata
      Come puoi star solo?
      mentre
      corri in cerca di quell'anfratto che chiamiamo
      serenità
      eppure ci rendiam conto della
      "gutturale inefficienza"
      del nostro desiderio
      siam sempre soli eppure
      in quest'epoca di unitarietà globale
      rigurgitante personalità sparse
      ed aspre
      che non ci appartengono
      di inutili amene convinzioni
      marcescenti
      chi può davvero ritenersi solo?
      io mi sento solo
      certe volte
      quando sono in casa chiuso
      dove
      a malapena odo i rumori assordanti
      e inconcludenti provenienti dal mondo
      e m'isolo lieto a scrivere farse
      ugualmente inconcludenti
      su persone che son davvero sole
      dentro me soltanto
      senza aspettarmi un saluto
      un ringraziamento
      o una flebile parola
      solo allora son solo
      solo allora
      ma voi
      tutti gli altri
      e me
      come possono definirsi soli?
      basta accendere uno schermo invisibile
      per capire che tutta la merda che addosso ti cala
      tutto il liquame eruttato da coloro che non vogliono esser soli
      a cui schifa questa baluginante essenza,
      la merda da cui traggo giovamento
      non è altro che niente trasfigurante
      e allora son solo
      l'unico motivo per cui esco ancora di casa
      e capire quanto poco le persone
      han da dire
      e quanto, al contrario
      io ho da dire su loro.
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        Scritta da: Davide Bidin

        Osservazioni di un Bugiardo

        Siam stati ciechi
        Ottusi
        Immobili guardavamo germogliare
        La triste erbaccia
        Invece di estirparla
        l'abbiam tollerata
        Ed ora
        è troppo tardi

        Cresce senza freno
        Deturpa ciò che di buono
        Di bello
        Ancora c'è
        In questo giardino
        In questo prato che ha molto
        Troppo da offrire
        e che noi abbiam guastato

        Abbiam scelto di non vedere
        Abbiam fatto correre
        Dicendo che
        Non c'era pericolo
        Che
        Non è colpa nostra
        Invece
        Il traditore è alla porta accanto

        Abbiam fatto nostra
        La decadenza di ognuno
        Abbiam lasciato passare
        Quando c'era da lottare
        Da sanguinare
        e merda sputare
        Abbiam serrato i denti
        In una falsa risata

        Preferendo l'accondiscendenza
        Al conflitto
        Preferendo il rimorso
        Al gesto concreto
        Il fine
        Al mezzo
        e ora
        è troppo tardi

        Accettiamo il nostro presente
        Con livore nel cuore
        Preferendo la pace
        Al posto di una società
        Dove la coscienza è regia
        Preferendo lo scettro
        Al colloquio
        Poveri sciocchi

        La colpa non è nostra
        Noi sapevamo cosa stava succedendo
        Sapevamo cosa, le scelte
        Sbagliate
        Avrebbero portato
        Eppure
        Siam rimasti in silenzio
        Muti

        La colpa è solo nostra
        Dovevamo cambiare
        Per rendere diversi
        Per rendere migliori
        Abbiamo perso
        Hanno vinto loro
        Loro hanno vinto
        Annichilimento.
        Composta martedì 23 marzo 2010
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          Scritta da: Davide Bidin

          Le Regole del Gioco

          Attenzione alle parole
          attenzione a certi personaggi
          ne sono avvezzi
          assuefatti
          se iniziate a sentire
          parole unte e forzate
          in sdolcinato arrangiamento
          e atteggiamento angelicato
          mentre
          il compositore
          ossigena voracemente
          i polmoni
          con le sue stesse scorregge
          usmandosi il culo
          l'avrete trovato
          egli è l'ipocrita benpensante
          attenzione a coloro che usano
          le parole
          come arma e non come mezzo
          perché i loro omicidi
          non sono attuati nel sangue
          ma nello sterco
          nel guano impietoso
          nel quale ricade la persona costretta
          a un contendio, una crocifissione, un impalamento
          un dialogo esente da personalità
          poiché è usato come persona
          come assassino celato
          la costrizione ultima
          che la falsa ragione
          la prevaricazione
          utilizza con costanza maniacale
          ci porta ad essere obbligati
          in un dibattito assurdo
          davanti a un falso contendente
          che olezza di ergastolano
          ed egli stesso apprezza il suo puzzo
          non puoi dire l'ovvio
          non puoi urlare, neanche con le prove in mano
          "Sei uno stronzo che non dovrebbe condividere col mondo
          neanche la luce del sole,
          ci porta al vomito la tua faccia di merda, lurido ipocrita"
          non lo può dire
          perché?
          Son le regole del gioco.
          Composta giovedì 24 febbraio 2011
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