Le migliori poesie di Davide Bidin

Studente, nato lunedì 23 luglio 1990 a Milano (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Davide Bidin

Le Lacrime Estive

Quando i giorni passano
e il vento gioca coi ciuffi
e la luna coi grilli riposa
ripeti in mente parole donate
frammenti di emozioni perfette
a cui devi qualcosa
non per me questi indegni versi
ma per altri lo faccio
lo faccio per loro,
dolci creature del caos.
lo faccio per Hikmet
e per le lacrime a me donate
lì, alle porte di Madrid
o laggiù a Varsavia
sul treno della malinconia.
lo faccio per Bukowski
l'uomo dai meravigliosi occhi
lo sprezzante giocatore di ordinarie follie.
L'uccello azzurro ora è libero.
davvero!
A padre Pasolini
so che è orrendo conoscere i peccati
della mia nazione
dai calzoni grigi delle persone anziane.
ti confido il mio dolore
Alla sconfinata assurdità di Lovecraft
poiché egli, più di altri
ha saputo vedere oltre il
pallido velo
di questa cosa che ci ostiniamo a chiamare
realtà
e adoro il beat, come si possono odiare i beatnik?
Sentendo Ginsberg urlare dei giramondo sui binari morti
Burroughs alla cerca dello yage rivelatore
Kerouac e Cassady trovando la strada, sulla strada
e Corso, il più grande poeta che la libertà sa regalare
Corso che bazzicava senza sosta nel suo, campo mentale
Corso che dorme a fianco di Shelley nella città eterna
"the lone and level sands stretch far away"
a tutti voi la mia pace più greve.
E non dimenticatevi la voce di Palazzeschi
che come Cecco ha divelto le porte
della parola
giungendo alla sordida mente attraverso
un nascondiglio fuori dalla natura
leggete il verbo da lui mosso sul viso
ha ucciso?
E tutti coloro che ho letto finora
e chi ancora leggerò un domani
e di chi non leggerò una parola
grazie per ciò che avete fatto
o farete
poiché di voi è composta l'essenza dell'uomo.
Davide Bidin
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Davide Bidin

    Stuprato è l'amore

    Amore e Ossessione
    son troppo spesso confusi
    non solo da chi
    mai
    ha analizzato i due aspetti
    ma anche dagli artisti
    dai poeti.
    Per questo odio parlar d'amore
    usando questa,
    stuprata,
    parola
    è un'eccezione, oramai
    banalizzata
    dai volti dei vuoti
    ansimanti,
    amanti
    e non è contro il sesso
    questa poesia
    ma contro il milione
    tra noia e peccato
    di cuori, di baci, di triti e ritriti
    canzoni uguali
    ad esse stesse
    che battibeccano
    tra millenni, compresi,
    di ovvi cadaveri lieti
    di felicità anestetica
    morfina e dopamina
    sputati sul foglio
    in un gorgo di noia
    la mia bile non trova più pace.
    Davide Bidin
    Composta domenica 10 luglio 2011
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Davide Bidin

      La Ballata della Vergogna

      Che bello constatare
      quale vessazione c'è nella vergogna
      come l'individuo riesca a massificare
      anche la critica sociale

      urlar oltraggiosa solfa
      decantar la tragica lonza
      gridare allo scandalo, alla carogna
      sconvolti da quanto s'è infame

      eppure quando vedesti un vecchio rubare
      perché non aveva soldi per saziarsi
      hai abbassato lo sguardo
      impietrito da un disagio palustre

      Rimanesti immobile, fingendo disinteresse
      una denuncia mai avrei proposto
      ma per nessun danno arrecare
      impensabile un furto in sodalizio trasformare?

      molto facile delirar vergogna
      quando si è in salvezza indifferente
      molto meglio una mano tendere
      che essere voce della gente.
      Davide Bidin
      Composta venerdì 2 dicembre 2011
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Davide Bidin

        In Pace

        Ho ascoltato Raramente Tre parole
        Poche volte sincere ma
        Quando non c'è casualità
        Follia vi è nell'udir
        Mille bugie non brillano come una verità

        Ti voglio bene
        Queste semplici parole
        Son bianca polvere novembrina
        Rosso chiaror da scogliera
        Soave schiuma marina

        Ti voglio bene
        Cosa si cela dietro versi umani
        Cosa son le parole se non vissuti
        Ma allora perché sentirle libere
        Mi riempie il vuoto dentro

        Ti voglio bene
        Di Gerico disfatte
        La mia anima derisa
        Difese inaccessibili la cingevano
        Per non ferir il dilaniato

        Ma adesso non ne sento il bisogno
        In questo solo istante
        Le rocce divengon scaglie diamantinee
        La nebbia apre l'ali alla luce del mattino
        l'abbraccio primo del bambino

        Miracolo il sapere di essere così vicino
        Da poter toccar con mano
        Da saper che in fondo
        Nella solitudine dilagante di vita e morte
        Qualcuno tiene a te

        Del resto le parole son solo suoni
        Gettate nell'etere da noi sciocchi avventurieri
        Eppur risplendono assolute
        l'emozione dal tempo non corrotta
        Si rivela illesa... imperitura... perfetta.

        Ti voglio bene sentii dirmi un mattino
        Aprii gli occhi al primo vero sole
        e da allora ogni aurora
        Rimango immobile un istante
        Fisso verso il cielo turchese

        Ti voglio bene
        Il mio intelletto è in pace
        La parte che sente il viver di male
        Tace
        In quel solo attimo per cui val la pena vivere.
        Davide Bidin
        Composta martedì 13 ottobre 2009
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Davide Bidin

          Tra ombra e raggio

          Mi muovo
          Piede per piede
          Davanti a me solo buio
          Dietro Fioche luci
          Su di me abbaglio

          Mi muovo ancora
          Passo dopo passo
          Niente mi è chiaro
          Nulla comprensibile
          Solo le domande

          Eppur mi muovo
          Senza saper la meta
          Senza veder il percorso
          Senza motivo mi dilungo
          Senza speranza continuo

          Ma forse...
          Aspetta...
          Cosa vi è d'innanzi?
          Una luce
          Una luce

          Non è fioca e intoccabile
          Non è abbagliante e imperscrutabile
          Non è tenebra inviolabile
          è luce
          è bellissima

          Inizio a correre
          Il mio passo è inamovibile
          Ma al fine
          Arrivo
          Arrivo

          Stanco, Spossato
          Dilaniato, Deriso
          Nel corpo e nella mente
          Guardo nella luce
          Uno specchio

          Riflesso il mio sguardo
          Nella gemma, come nel fiore
          Nel vespro, come nell'aurora
          Finalmente una risposta
          La accetto.
          Davide Bidin
          Composta martedì 21 luglio 2009
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di