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Scritta da: darioravenna

Profumo di A

È una notte antracite, puoi vederle a queste latitudini.
Così, equidistante dalla terra e dagli uomini,
Sarai trafitta dalle coordinate cosmiche In questo stupore luccicante.
Quello è Saturno, della malinconia ma tu, per distrazione forse,
dormi e con quella cautela seducente ti sei inarcata come l'Argentina
una terra oltremare. Sono crespate le labbra in un sorriso
o sofferte in un sogno e si indovina un alito, un respiro
d'acqua d'arancio di cedro e mandarino.
È una notte antracite e mi avvicino ai tuoi colchici lilla, signorina
Qui le spume rifrante hanno lasciato una fragranza salsa di marina;
del sangue delle querce in sughereta sono trafitti i seni adolescenti
San Sebastiano degli incantamenti.
L'odore scuro della lontananza la sensucht ferroviaria i viaggi lenti
Diresti tu se negli occhi tedeschi non ci fosse l'omino della sabbia.
Voglio annusarti. Lo ha scritto Marinetti Il ritratto olfattivo di una donna
Ebbene per finzione letteraria io son Cirano
Che in vita sua fu tutto, ma non oso sfiorarti, e lo fu invano.
Questa l'osmosi degli indifferenti. Riconosco l'odore del sambuco
l'inchiostro dai riflessi rilucenti d'argento di conchiglie fenicie
Di deserti. O narici di Cirano. Ma come siete inutili alle luci.
Quando la pioggia devasta dalle nubi
e un profumo di muschi e di radici
Stordisce d'essenze e d'umori la tua pelle,
Così alba e dolcissima. Davvero
è quasi giorno, te ne andrai di nuovo
Rimane il tuo profumo ed un pensiero
Di vino d'acqua d'arancio
Di cedro e mandarino.
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