Le migliori poesie di Dario Pautasso

Nato lunedì 19 settembre 1983 a Moncalieri
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Dario Pautasso

Melodramma notturno

Con i tuoi occhi che sembrano mutare
di colore ad ogni tua espressione
e quelle mani che io immagino
sempre tese a cogliere un fiore,
chissà se dentro soffri un po',
ogni tanto.

Con quel tuo incedere incantato
viziata dai colori delle stagioni:
mentre parlo ti scopro persa
ad ammirare una nuvola veloce;
ti scuoti, poi mi dici: va bene così.
Chissà se piangi certe notti
quando il cerchio stringe anche l'anima
quando la lancetta segna un tempo
indefinito.

Con le tue labbra di fragole mature
e il corpo già teso ad un orizzonte
che io non riesco a cogliere,
chissà se talvolta ti senti sola
se hai paura di quel che non si vede.
Chissà.

Un giorno forse me lo dirai
e sarà più bello sapere
che non sono troppo lontano,
che quasi quasi, se allargo le mani,
posso abbracciarti.
Dario Pautasso
Composta martedì 25 settembre 2012
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    Scritta da: Dario Pautasso

    L'ultima volta

    L'ultima volta che ho baciato
    i tuoi occhi ero calmo
    come il suono di un ruscello
    lontano.
    Ero dolce quando già l'onda
    cresceva dentro un cuore
    riarso.
    Avrei voluto che le mani
    continuassero a non tremare
    per carezzarti i fianchi
    ma già il tuono rombava
    incalzante
    nella mia mente.

    L'ultima volta che ho baciato
    i tuoi occhi
    sapevo che il muro
    stava crollando
    eppure il sorriso ci rassicurava:
    piangevi di gioia
    prima del tuono
    prima che l'onda mi sommergesse,
    ancora.

    L'ultima volta che ho baciato
    i tuoi occhi
    ho sfiorato una lacrima
    che innaffiava la tua vita
    così genuina,
    forte: il fiore più bello.

    L'ultima volta
    già le foglie del mio albero
    si staccavano man mano
    lievi ed atroci
    tra il giallo accecante e il rosso dolente
    nella nera pozza
    degli addii.
    Dario Pautasso
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      Scritta da: Dario Pautasso

      La paura

      S'insinua attraverso spiragli
      d'insospettabile leggerezza
      omicida del genio,
      della fantasia
      del sorriso
      Omicida, la paura.
      Ci sono vecchi morti di paura
      da una vita
      bambini che muoiono di paura
      tutti i giorni.
      Il premio di questa nostra società
      il premio della nostra cristianità
      la nostra ultima raccomandazione:
      è la paura.

      Aggrovigliata alle radici della vita
      essa sta allerta,
      insensibile al sole della meraviglia.
      Aspetta.
      Silente.
      Perfetta.
      Come una lama di coltello
      come un serpente
      come una cascata;
      come la sabbia rovente
      aspetta miope l'alta marea
      e spegne gli ardori giocosi
      spegne le nostre risa
      spegne le nostre nudità
      ci copre del manto mesto della follia:
      è la paura.

      Ci sono milioni di padri
      milioni di madri
      già addestrati ad impugnare
      il manico del terrore al tuo primo passo,
      quando ti guardano con gli occhi
      gravidi di insicurezza
      quando ti uccidono il primo sorriso
      per un loro cruccio
      che non puoi conoscere.
      E non conoscerai mai.
      Nuvole scure sull'oceano della libertà.
      Quando regolano le tue prime avventure
      con mano ferma
      e la mente rigida di un vigile urbano.

      Non sono i padri
      Non sono le madri
      loro sono lo strumento, incolpevole.

      Cercate tra le abitudini
      cercate nella morale quotidiana
      cercate dove le labbra scoprono sorrisi
      di plastica
      cercate nella Regola.

      La fonte della paura
      sta dove non ce n'è traccia.
      Dove tutto è sepolto
      sotto metri di impietosa gentilezza.

      Vogliono figli spaventati
      e spaventano chi li genera.

      Così camminiamo tutti i giorni
      paranoici del niente
      dimentichi della fiducia
      dimentichi del respiro caldo
      dell'affetto
      dimentichi della giovinezza.

      Nessun uomo ha scordato
      la sua sbagliata giovinezza.
      Tutti gli altri
      i soldati perfetti
      li puoi ascoltare piangere
      solitari
      tra le mura di una stanza
      la sera
      quando il sole cade:
      è la loro musica di redenzione.
      Dario Pautasso
      Composta venerdì 15 marzo 2013
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        Scritta da: Dario Pautasso

        Come si fa?

        Spiegamelo tu: come si fa a dirsi addio
        quando si era così prossimi da sfiorarsi l'animo?
        Come si fa?
        Come si fa a sciogliere questo nodo
        di fune grande come un braccio?
        Come si fa?
        Quando nel sonno le tue mani mi toccavano la schiena
        in un sogno che non dovevo permettermi
        e che per questo era il più bello?
        Dimmi come!
        Come si fa a gettare a mare
        un pensiero che riflette sempre il tuo sole enorme
        nei miei occhi troppo scuri?
        Io non lo so. Non lo so.

        Come faccio se quando penso,
        è la tua immagine
        che mi solleva o mi abbassa?
        Come si fa?
        Come si fa se mentre inseguo un sogno
        ti incontro lungo una strada comune... così
        caparbia, sensibile, giocosa.
        Una mano sotto il mento e l'occhio glauco
        rivolto oltre i soliti spazi?

        Come si fa a chiamare tutto illusione
        se quello che vivo è così reale.
        Perché se anche non sarò presente
        quando ti guarderai nuda davanti allo specchio
        alla ricerca di un passaggio di vita
        e sentirai un soffio di vento oltre le spalle,
        sarà il fiato della mia anima
        che in te riposa.

        Ora non temermi. No!
        Non temere che possa gravare sulla tua bellezza:
        perché la tua vita è la vita Tua,
        sacra la sua indipendenza,
        infinita la sua libertà.

        Eppure ricorda,
        quando cammini veloce
        presa dai tuoi pensieri
        quando ti fermi esausta
        quando ti sollevi
        quando ti riadagi
        quando danzi
        quando ridi e quando piangi.
        Quando ami...
        ... io silenzioso
        sono in te.
        Dario Pautasso
        Composta giovedì 22 gennaio 2015
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          Scritta da: Dario Pautasso

          Non adesso

          Ti dicono alzati
          Ti dicono di sorridere
          Ti dicono la vita è bella!
          Ti dicono un seme muore per ridare vita...
          Hanno gran voce e non fanno nulla, nulla.
          Portano via ratti ratti i loro bambini
          Che guardano un uomo che soffre:
          "non è bene che vedano piangere, capisci"
          S'arrabbiano, "smettila di piagnucolare!"
          Ti dicono, "ehi anche io sono a pezzi"... sai:
          Le tasse da pagare, il mutuo, la cucina nuova
          Mentre tu hai la morte nel petto
          Ed infinite ghirlande d'universo si sfilacciano
          Al suono troppo forte della vita che ti circonda
          e ruota sulle strade infinite del mondo.

          Ti dicono alzati
          Ti dicono di sorridere
          Ti dicono la vita è bella
          Poi ti lasciano solo, disteso, sfinito, morto
          Come una corteccia avviluppata dal tempo
          Come un fiore di gelido vento
          Come uno squarcio di luce verde in un tempio,
          Hanno adempiuto al loro dovere:
          hanno gettato le loro frasi circostanziali.
          Amico, se non capisci, non ti biasimo
          Non è facile. Ma risparmiami tutto questo.
          Leggimi un libro che parli leggero
          Di spazi comprensibili e finiti
          Di visi normali, di sorrisi corretti.
          Suonami la tua vecchia chitarra
          Sposta quest'aria di malattia con note
          Più gentili. Non a me l'Ipocrisia.
          Non adesso.
          Dario Pautasso
          Composta venerdì 18 giugno 2010
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