Le migliori poesie di Dario Pautasso

Nato lunedì 19 settembre 1983 a Moncalieri
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Dario Pautasso

Verrò a cercarti

Verrò a cercarti e ti starò vicino
quando nuovamente ti incamminerai
nelle desolate terre del dolore,
là dove c'è sempre una tacita battaglia,
là dove si è soli tra la moltitudine,
là dove i consigli sono vana parola,
verrò a cercarti.

Non credere che abbia in me
un motivo più degno d'esistere:
non ne ho.
Non credere che le tue dita sottili
che fragilmente tendi sul fragore del mondo
per ritrarle ratte e tremanti di paura
mi sconfortino.
Non mi sconforteranno.
Non credere che io ceda nel vederti nascondere
nella fragile mano i vergognosi occhi
di cui un tempo vantavi il fulgido bagliore turchino,
perché io,
io non cedrò.

Verrò a cercarti quando ti nasconderai
nel roveto del tuo rifiuto,
nelle tetre pianure degli addii.
E sarò silente nel tuo silenzio
ben desto quando vorrai parlare...
e nulla più.

E se dovesse essere questo
ciò che è vita,
se non dovesse esserci altro
che io farò,
sarà la mia vita
e la vivrò pienamente...

(... cercandoti,
per starti vicino).
Dario Pautasso
Composta mercoledì 8 maggio 2013
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    Scritta da: Dario Pautasso

    E lei non c'era

    Mi svegliai, ricordo era un Martedì
    e colsi subito il sapore amaro della tristezza
    rimasi a letto per ore
    non credo avrei potuto fare diversamente.

    Fuori c'era un sole che appariva opaco
    i miei gatti dormivano e dormivano
    sembravano non dovessero svegliarsi mai
    nessuno dei due venne a chiedermi un buffetto
    la tv mandava in onda programmi così deprimenti
    che la tenni accesa solo perché la mia angoscia avesse una compagnia

    Mi alzai per bere, l'acqua aveva un gusto rancido
    mi sedetti un attimo sul divano,
    inserii The Wall dei Pink Floyd nel pc
    ma quel suono che tanto amo
    annodava la gola

    e lei non c'era

    e il telefono non emise un suono in tutta la giornata
    ed ero solo al mondo
    e i cani non abbaiarono
    e non una voce di bambino filtrò dalle finestre
    non un canto d'uccello

    e lei non c'era

    ma non mi riuscì di far scendere una lacrima di catarsi
    mai, finché fu sera
    e la luna taciturna e sottile guardava minacciosa
    e le stelle cadenti scappavano fugaci
    sembravano puntare altrove
    altrove altrove

    infine venne la notte
    e i sogni erano severi
    mi scuotevano irreprensibili
    e finalmente sorse il sole
    e tutto riprese come sempre
    ma quel giorno, quel martedì
    lo ricordo,
    il mondo non si voltò mai dalla mia parte.

    Poi, lei non c'era.
    Dario Pautasso
    Composta mercoledì 16 settembre 2015
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      Scritta da: Dario Pautasso

      Colui che non può amare

      Vieni la notte
      nelle ore più fredde
      e raccontami dell'amore.
      Liberamente raccontami:
      dei tuoi baci silenziosi
      dei nudi corpi e delle bocche
      insaziabili.
      Raccontami nella notte
      che di giorno non ci colga
      la vergogna.
      Raccontami perché io sappia;
      sciogli un poco queste catene
      di paura.
      Io son colui che non può amare.

      Raccontami della pelle umida
      di trepidazione
      degli occhi folli di passione.
      Raccontami di focosi abbracci
      e tenere carezze e audaci parole.
      Sciogli un poco questa corda
      che mi tiene stretto al palo dell'oblio.
      Io son colui che no può amare.

      Quando grande è l'amore
      per un corpo piccolo come il mio,
      per un sorriso così solo.
      Quanto grande è l'amore
      che giace nel tuo sguardo.
      Raccontamelo ora ch'è notte
      che la vergogna non ci colga
      alle luci del primo sole.
      Parlami degli avvalli del corpo
      dei sorrisi maliziosi e del
      delicato suono del piacere.
      Schiudi il fiore che non sa sbocciare
      nel mio ventre tremante.
      Io son colui che non sa amare.
      Dario Pautasso
      Composta sabato 8 giugno 2013
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        Scritta da: Dario Pautasso

        Di giorno, di sera, di notte

        Di giorno, sì, di giorno mi piaci,
        mi piace il profumo che il sole
        distilla dalla tua pelle di bronzo
        per spanderlo, caldo, tutt'attorno
        in vibranti sbuffi di vapore.

        Di giorno mi piaci, sì, mi piace
        come il debole vento scioglie
        i fumosi tuoi capelli affocati,
        poi, nuovamente li raccoglie
        in precisi rigoli dorati.
        Sì, di giorno mi piaci.

        Di sera però, mi piaci di più,
        allor che il tramonto spande
        il suo purpureo abbraccio
        di fili avvolgenti e ghirlande;
        e il tuo sorriso, fattosi grande
        da lontano par un miraggio.

        Sì, di sera mi piaci di più,
        mi piace la rigorosa brezza
        che scivolando dalla collina
        cade al suolo e ti accarezza;
        il corpo vibra, geme, trema
        si fa sodo, sodi i rotondi seni,
        tese le linee della tua giovinezza.
        Sì, di sera mi piaci di più.

        Ma è di notte che t'amo,
        sì, t'amo di notte:
        le tue forme spezzate, disfatte,
        eppur ancor rotonde, aggraziate.
        Nel buio appari minima
        essenziale. Sol la luna
        osa ancor accenderti gli occhi,
        i denti, e quel porta fortuna
        che ti ho donato quando
        ancor s'era marmocchi.

        Di notte sei predatrice,
        come il luccio nel melmoso lago
        ed io preda, sconfitto affogo
        nella tua forte presa di radice.
        Sì, è di notte che t'amo.
        Dario Pautasso
        Composta mercoledì 23 giugno 2010
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          Scritta da: Dario Pautasso

          I miei ricordi

          Se volete sapere come la ricordi
          non cercate nei miei pensieri
          cercate nel futuro della mia nostalgia.
          Lì, al cader del sole
          vedrete una mano quasi tonda
          quasi impubere
          portare un dito di capelli
          dietro l'orecchio involuto e sereno.
          Un fiore vi germoglierà
          tra d'immezzo
          giallo come un ranuncolo selvatico.

          Capelli di rame, brace viva, foglie d'autunno.

          Oh com'è calda la nostalgia
          con i suoi mirati ritagli
          le sue sottigliezze scorrette,
          com'è ingiusta nell'escluder i difetti
          dietro la sua mano sempre tesa
          aperta d'innanzi allo sguardo.

          Ma è lì che dovete cercare
          se volete sapere come la ricordi.

          Occhio di terra, d'oliva, e di mare burrascoso
          occhio liquido di stagno
          bocca ampia, tesa a cercare...
          fronte acuta.
          Molta intelligenza e bisogno di sicurezza:
          binomio di sconfitta.
          Amore.
          Binomio di sconfitta.

          Ti auguro di perdere in trionfo,
          che il suono delle fanfare però
          non spazientisca il germe
          della mia inedia. sol questo!

          Lascia che il passato si faccia tale
          mentre anche la nostalgia
          si avvicina, irriverente,
          a portarmi via dal futuro
          i miei ricordi di te.
          Dario Pautasso
          Composta sabato 30 maggio 2015
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