Poesie di Dario Motti

Nato venerdì 1 settembre 1950 a milano (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Umorismo.

Scritta da: dax

Libertà

Sul mio cuore spezzato
ho tracciato sentieri di speranza,
sul mio cuore d'adolescente invecchiato
ho composto le mie liriche d'amore.

Sul mio cuore esausto ho graffiato
con unghie feroci il tuo nome,
disperatamente trattenendo il fiato.

Il nome che sazia i continenti,
che illumina i tempi,
che nutre i sentimenti,
un nome che ancora fa paura,
Libertà! Libertà! Libertà!
Dario Motti
Composta nel luglio 2009
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    Scritta da: dax

    Vecchio amore

    Io canto la nostra canzone
    ricordando il tuo viso
    il tuo profumo,
    la tua ribelle sensualità.

    Amore che non sfuma
    che non si dimentica
    che entra nella mente
    nel profondo,
    come una spada
    dall'amaro sapore.

    Io canto la nostra canzone
    fissando la tua fotografia
    la bacio teneramente;
    e la sputazzo di tutto cuore
    vecchia bagasciona.
    Dario Motti
    Composta nel giugno 2009
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      Scritta da: dax

      Il ritorno

      Voce di popolo
      che giace nella polvere.

      Voi che udite, ascoltate
      il galoppo dei cavalli
      del Gran Re che viene,
      ascoltate i latrati dei suoi segugi,
      il suono delle trombe,
      lo sferragliare delle armature.

      Voi che vedete, guardate i colori,
      i suoi stendardi garrire al vento,
      il suo sguardo altero virile,
      esultate nei vostri cuori.

      Voi che avete robuste gambe, accorrete
      stendete i vostri mantelli sulla sua strada,
      imbandite di fiori la sua via.

      Voi che avete forti braccia cogliete
      rami d'olivo, intrecciate
      corone d'alloro per il Gran Re Vittorioso.

      Voi che avete voce gagliarda gridate
      il vostro giubilo, la gioia della risurrezione.

      Voce di popolo
      che giace nella polvere.

      Noi ch'eravamo terra ora siamo carne
      eravamo persi, ci siamo ritrovati
      noi ch'eravamo morti ora siamo risorti.

      Ecco il Gran Re è tornato,
      le porte della Città Santa aperte
      pronte le dimore per i suoi figli.

      Fuori la morte sconfitta,
      dispersa per sempre nel nulla,
      ecco la morte della morte.

      Voce di popolo
      che giace nella polvere.
      Dario Motti
      Composta nel luglio 2009
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        Scritta da: dax

        Voi che vivete

        Voce di popolo che grida dalle tenebre
        abbiamo mancato alla Misericordia
        del nostro Dio, infangato i suoi sentieri,
        oltraggiato le sue vie, nascosto
        i nostri delitti davanti i Suoi Occhi.

        Non abbiamo creduto alla Sua Misericordia,
        abbiamo gettato le nostre vite nel niente
        confuso i nostri giudizi, bestemmiato
        il Suo Santo Nome.

        Voce di popolo che grida dalle tenebre
        una grande luce c'ha abbagliato,
        ma noi nella nostra stoltaggine
        l'abbiamo rifiutata, abbiamo rincorso
        obiettivi umani ch'erano miraggi,
        cose illusorie di materia mortale.

        Abbiamo rifiutato l'immortalità
        per il godimento di un minuto
        per un soffio d'amore perso,
        dimenticato in un momento

        Voce di popolo che grida dalle tenebre
        ascoltate la nostra voce voi che vivete,
        raddrizzate le vostre azioni,
        percorrete il sentiero della rettitudine,
        del vero amore che non deperisce,
        che non muore che si rigenera
        eternamente, che sale verso il cielo,
        verso le stelle, verso la Stella che illumina
        il nuovo mattino, per l'umanità redenta.

        Voce di popolo che grida dalle tenebre
        una gran luce v'abbaglierà
        non cacciatela abbandonatevi ad Essa
        come il bimbo s'abbandona al sonno
        tra le braccia della madre,
        come il fiore s'abbandona al sole nascente,
        come il giusto s'abbandona sereno
        all'oceano dell'eternità.
        Dario Motti
        Composta nel luglio 2009
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