Poesie di Danut Gradinaru

Un pò di tutto (dal timoniere...al magazziniere), nato giovedì 21 novembre 1974 a Mangalia (Romania)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Danut Gradinaru

Vivere l'amore, l'amore eterno

Voglio crescere dentro di te
con la stessa anima che ha trovato la pace,
stringerti forte nel mio mirino
toccare il tuo cuore
il nucleo profondo,
sentire il polso nel tuo respiro
vorrei starti vicino vicino.

Vivere l'amore incondizionato
lasciare indietro futuro e passato
accendere le stelle per l'eternità
amarti davvero con tutta la mia volontà.

Mi brucia ancora il sangue bollente
mi trema la mano dal desiderio ardente
il silenzio dell'ombra ruggisce nell'eco
e urli notturni rimasti indietro.

Attendo da tempo secondi infiniti
il tuo arrivo per essere uniti
ed insieme vivere l'amore
l'amore eterno!
Danut Gradinaru
Composta venerdì 9 ottobre 2009
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Danut Gradinaru

    Lo spazio tra i denti

    Si aprono i colori del quadro sensitivo
    con le luci inebrianti scaldate nel pastello
    ed il cuore legge con tono emotivo
    in lingua materna la legenda del castello.

    Le frecce affilate delle zanne affamate
    che si riflettono nel loro vero specchio
    si sente il odore di gocce profumate
    e ancora il desiderio di un amore vecchio.

    Le ombre del passato si muovono in fretta
    e grandi pipistrelli li coprono le orme;
    nel vuolo passionale si fanno tutti retta
    e resta nel silenzio, un vuoto enorme.
    Danut Gradinaru
    Composta venerdì 20 novembre 2009
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Danut Gradinaru

      Il ruggito

      Sono solo un branco di leoni affamati che vogliono diventare Re
      Strappare le corone delle meraviglie al mondo.
      Ruggire per essere ascoltati dalla folla agitata
      e far tremare come le foglie dal suono del vento tempestivo
      anche le più ficcate radici emerse nella terra solitaria.

      Non sanno che nella selvatica giungla
      si possono perdere anche le più alte teste
      atrate nell'inganno dagli occhi turbolenti
      dalle lingue affilate dei serpenti più scaltri
      che lasciano il loro veleno in ogni morso.

      Loro vivono il presente e dimenticano il passato
      nei grandiosi sogni del proprio interesse
      e nell'entusiasmo non pensano al futuro
      che sia allontanato delle sue vecchie tracce,
      abbandonate ombre e fragile speranze.
      Danut Gradinaru
      Composta giovedì 3 dicembre 2009
      Vota la poesia: Commenta
        Questo sito contribuisce alla audience di