Poesie di Dante Castellani

Nato martedì 16 giugno 1959 a milano
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Scritta da: dantino

Egualmente diversi

Dormiente sei sul seno delle madri
Io sulle pietre fredde degli assorti
Sai del profumo di giglio e gelsomino
Io sò d'incenso e fumo di camino
Tu sei del sole
Ed io, crepuscolo del giorno
Non odo che il silenzio
Tu della musica il frastuono
Sono di un'altra terra insomma, figlio, anzi del cielo
l'abbandono,
tu per questo mondo sei destino.
Dante Castellani
Composta sabato 14 marzo 1998
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    Scritta da: dantino

    Piove

    Sapete quando piove
    e l'acqua scorre con rabbia nei pluviali?
    sapete quando instancabile bussa alle finestre
    ed a noi piace ascoltarla danzare sopra i tetti?

    È proprio quando piove
    che impetuosi i torrenti carichi di forza
    rompono gli argini e riempiono la terra
    e non è la pioggia che scompiglia gli orti
    questa che scuote gli alberi in una luce d'ombra quasi profonda
    è un suono che carica nell'aria
    insieme a quel profumo d'insana guerra
    e la natura irrompe

    Io c'ho pensato
    a noi par tutto calmo
    ma nelle case d'erba e argilla
    la periferia non dorme
    e l'acqua entra a valanga
    Invade il mondo dei conigli e delle talpe
    travolge insetti nel tutto che sconquassa
    così lombrichi e grilli, fuggendo dalle case
    son gioia di opportunisti merli
    e talpe, conigli e topi
    son preda degli artigli

    Ci avete mai pensato?
    È proprio quando piove
    e a noi, tutto sembra calmo
    e nella sonnolenza insana che si perde
    una delle tante battaglie, dell'infinita guerra

    È proprio quando piove
    che tutto sembra calmo
    noi nel fermo riparo
    e un altro mondo muore.
    Dante Castellani
    Composta giovedì 18 giugno 2015
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      Scritta da: dantino

      L'incanto

      Abbarbicarsi d'edera a ghirlanda
      Nei sottotetti
      Mentre a muso basso, il cane, s'addombra d'ozio
      sembra girar tondo coi suoi occhi, guardarmi e andare
      ritornarmi nella fretta, io e la vanga
      per quel rumore quasi di fastidio
      ai numerosi insetti della terra
      somarello mio che odori d'erba
      incuriosito ad osservare i frutti del raccolto
      patate, bietole, focolai di mirto
      nemesie che adornano finestre
      un coniglietto vagabondo
      un gerlo appisolato appeso a un orlo
      e il tutto intorno assorto
      un vento tiepido carezza questi giorni
      di abeti e calicanto
      mi chiedo...
      cosa potrei voler di più
      da questo mondo?
      Dante Castellani
      Composta venerdì 12 giugno 2015
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