Questo sito contribuisce alla audience di

Poesie di Dante Castellani

Nato martedì 16 giugno 1959 a milano
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: dantino

Le senti le voci nel vento?

Ciao, sono un bimbo di Bagdad
con gli occhi tondi e neri e le guance... come due piccole mele
io... ho conosciuto la guerra e ho visto le bombe cadere
eravamo in un campo di pallone
e non un fischio ho sentito
ma il pianto delle sirene
e poi la pioggia e il fumo ad oscurare il cielo
non ricordo chi fu a tirare il calcio di rigore
ma mia madre, la ricordo bene
raccogliere il mio corpo nel sangue tra le formiche
raccogliermi nel cuore, come un dolore
che non avrà mai fine.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: dantino

    La secchia

    Sembra non abbia peso ormai la vecchia secchia
    Che se mi guardo dietro
    Vedo ancora ciondolare in mano a nonna
    In quel nascosto e abbandonato stare
    Quante fonti hai visto e quanto abbeverare
    In quel continuo tuo instancabile
    E allora c'era il freddo dentro i muri
    Ed al mattino, respirando, ci pareva di fumare
    E quante volte in cima all'acqua c'era neve
    Senza riguardo e senza ringraziare,
    Di nascosto a nonna
    Ti infilavo nella brace e tu...
    Nel tuo continuo ed instancabile stare
    Ho visto nel tuo grembo tante cose
    Patate, grano, olio latte e vino
    Una lavata e poi...
    Eri già pronta per un nuovo pieno
    Magari per la legna o scaricarla nera dal camino
    E ancora adesso che non c'è più nonna
    Continua ed instancabile
    Sei la culla... per il gelsomino.
    Composta nel dicembre 2005
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: dantino

      Così è

      Esistono sbarre di invalicabile bravura
      anime in cenere
      rassegnate da irrespirabile agonia
      non velenose ma veleno
      non ferme, stagnanti
      ma che muovono intorno
      forte è il guaire dei cani
      in un comodo scodinzolare di vergogna.
      Non la vigliaccheria dei vigliacchi
      il putrido opportunismo
      non sopporto, il tonfo vergognoso dei codardi
      farò che mi crescano i denti da lupo
      e gli artigli dell'orso.
      Sono tempi di malato tempo
      di inumano egoismo
      venuto è che gli agnelli sopprimano i lupi
      e che dalla terra esca il buono.

      Tutto in un pugno di riso è la speranza
      raccolto di fretta
      quello che il vento trasporta sopra ali di tempo
      una pioggia stanca, che annega il passato
      coltivando il futuro con seni materni
      dai capezzoli tondi, martoriati dai morsi
      che ancora... si sentono vivi.
      Composta domenica 26 ottobre 2014
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: dantino

        Ma tu mi ami

        Così semplicemente
        per le mie calde mani, oppure
        per i miei pensieri
        per queste piccole ali, pesanti ed avare
        che ormai... non mi sanno portare
        tu, mi accompagni per mano
        in questa vita forzata e frugale
        che la malinconia nasconde, che faticosa respiro
        che tocchi e sopporti senza mai dire
        tu mi ami
        quando funambolo danzo, sopra fradici panni stesi ad asciugare
        l'universo del pianto, che a volte non vedi
        quando mi fingo morto per non farmi male
        e per non darti dolore
        nuoto senza respiro di cuore, quando tuona di mare in mare
        e suono e parlo
        e tu mi ami
        con le tue bionde mani e con i tuoi occhi buoni
        tu mi ami?
        se dopo ancora e nonostante io
        e nonostante tu
        avrai sempre terso il cielo per farmi provare, ancora, nuovamente il volo
        io non so, cosa rimane
        io spesso non capisco
        ti sono grato per amarti, per sapermi amare
        se tu mi ami
        Chiedo la tua felicità
        non mi accontento del tuo amore.
        Composta martedì 23 settembre 2014
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: dantino

          Come un dramma senza fine

          Cade come un sasso
          la nuvola dentro la pozza d'acqua
          pare che salga umida come nebbia
          nel grigio sonnecchiare del mattino
          alcune barche ferme sembrano dormire
          altre insonni, per il greve pescare
          tornano meste a riva
          le prime ore diurne
          hanno l'abitudine di farmi pensare
          con stanche grinze di malinconia
          mentre una serpe d'acqua lotta con un pesce
          la vita riprende forma e torna a dominare
          come un dramma senza fine.
          Composta martedì 5 agosto 2014
          Vota la poesia: Commenta