Poesie di Dante Castellani

Nato martedì 16 giugno 1959 a milano
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Scritta da: dantino

Per il vostro pensiero (voi che ignorate la vita, come ignorate la morte)

È il navigare
per continui giorni la tempesta
che della terra ferma scordo
e tra le ore e i fiordi
lo spumeggiar del mare
il vento porta trasformati i volti
ed i ricordi muti
confusi e spenti
così insolitamente fermi
che della scialuppa
l'oscillare lento e vorticoso, assorbo
così m'inebrio
calando dietro me
nel vostro quieto mare morto
come sgualcite reti, stanche
i versi...
un coricar parole
come povere vele ad asciugare
nei sontuosi e freddi
vostri porti.
Dante Castellani
Composta nel 1995
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    Scritta da: dantino

    Come un grillo morto

    Come un grillo morto, che ho incontrato
    mentre mi adoperavo con la scopa
    fermo, lì sdraiato
    troppo distratto io, lui...
    troppo assopito, ho pensato
    non è mai intenzione mia disturbare, giuro!
    Non è abitudine e, troppo è il rispetto
    per chi mi vive attorno
    e nello stesso spazio condiviso mi sopporta
    chissà per quanto hai osservato il mio continuo e,
    distratto camminare
    ed io che mai ho udito, o mai voluto udire... il tuo cantare
    essere distratti in questo mondo,
    è un male grande grande
    si perdono gli amici più importanti.
    Dante Castellani
    Composta nel 2000
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      Scritta da: dantino

      Per te raccolgo un fiore

      Vorrei cogliere un fiore ma... ho paura
      di piangere nel vederlo quando muore
      perciò ti dono ciò che ho dentro il cuore
      un mondo terso di sereno e sole
      oppure il freddo il ghiaccio e, poi la neve
      lo so ch'è poco, perciò ti do anche il mare
      quello in tempesta o quello fatto per cullare
      ciò che ho incontrato nel mio girovagare
      ma anche i monti verdi, austeri e presuntuosi
      poi tristi e soli, quasi lentamente fossero a morire
      io nel cuore ho un mondo di ricordi
      che sento non voler dimenticare
      come sentire bimbi capricciosi
      che han fame ma... rifiutano il mangiare
      lo so ch'è ancora poco, ma il giardino che coltivo
      a volte... è incapace di fiorire
      quando della vita vincono le guerre, la fame e l'ingiustizia
      se ti do il mio cuore in cambio del tuo amore
      ti prego, non buttarlo
      tienilo sul palmo della mano
      affinché io possa...
      ancora un poco amare.
      Dante Castellani
      Composta mercoledì 30 novembre 1994
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        Scritta da: dantino

        (Per mio padre) Campo di sterminio

        Sudano dolore queste pietre
        Ed io non odo che voci morte intorno
        Non è il pianto delle mie carni a costruirmi il male
        È del pensiero che mi sento solo
        Siamo così in tanti a non pregare
        ed a sperar che un giorno la fame,
        ci ponga in premio il fine del dolore
        che il pentimento prima del morire ci par da insulto
        al nostro faticoso respirare
        Perché ognun di noi ha in cuore colpe
        ma se ricordo
        Non ho commesso nulla
        Da farmi meritar tanto soffrire
        e i bimbi?
        Cosa ne sanno di così tanto male?
        E in questo freddo campo
        In questa neve,
        Sono i primi che imparano a morire
        Non è il pianto delle mie carni a costruirmi il male
        È del pensiero che mi sento solo
        È l'uomo nel suo abbandono a Dio che muore oppur l'inverso?
        E questo è un uomo? E Dio?
        Sudano dolore queste pietre
        Ed io non odo che voci morte intorno.
        Dante Castellani
        Composta nel 2005
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