Scritta da: Daniele De Patre
Sono in una stanza,
c'è una moltitudine di persone.
In tanti, forse tutti mi pare che urlino,
saltino, fanno un gran frastuono.
Sembra che tutti gioiscano, siano allegri.
Non comprendo il motivo.
Mi avvicino ad una persona chiedendogli
il motivo di tanta goliardia.
Mi risponde:
non lo so!
Incuriosto vado al secondo;
alla mia domanda su cosa stia accadendo
mi risponde:
che ne so io!
La curiosità diventa asfissiante
e vado al terzo.
Alla solita domanda risponde:
a me lo chiedi?
Faccio l'ultimo tentativo,
ci sarà qualcuno che sappia rispondermi.
Al solito quesito, ecco la risposta:
non so, seguo gli altri.
A questo punto comprendo
che c'è qualcosa di anomalo.
Tra spintoni, sguardi strani, urla tremende,
mi allontano.
Mi metto tutto solo ad un angolo
per cercare di capire
cosa stia accadendo.
Osservo, scruto
tutto mi sembra strano.
L'idea di andare in quella bolgia
nemmeno mi sfiora.
Decido a questo punto
di allontanarmi da quell'angolo.
Supero una porta con una speranza.
Mi chiedo:
dall'altra parte ci sarà qualcuno
in grado di rispondermi?
Daniele De Patre
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