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Scritta da: Daniela Svettini

Apocalisse

La vita è un ciclo
e l'uomo è come un fiore,
nasce, cresce, muore.
Il tempo scorre,
senza posa le lancette scandiscono i minuti,
poi le ore,
di attimo in attimo si ascolta il silenzio,
mentre le ruote inesorabilmente girano
da sempre e per sempre,
in tutti gli spazi e in tutti i tempi,
presenti e futuri.
Ma che cos'è l'attimo?
Il momento singolo dell'unica sensazione di essere uomo.
L'attimo è la vita,
è la morte,
è l'eternità rispetto a sé stessa.
È la vera essenza del corpo.
Ma che scopo ha la vita?
La sofferenza, il dolore, il rimpianto,
la noia esistenziale delle cose create.
Nessuno scopo, nessuno.
Niente ricompensa l'uomo per una vita di stenti,
di privazioni,
di miserie.
Niente, su questa terra, potrà liberare la sua anima.
Esiste solo lei, la Morte.
Lei, signora e padrona della vita.
Lei, unica, potente, grande madre,
che ha tolto per restituire,
perché chi vive deve morire.
E sarà la vita alla vita,
il dolore al dolore,
la morte alla morte.
E ciò che era cenere, tornerà ad essere cenere.
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    Scritta da: Daniela Svettini

    Il sorriso del cielo

    Non piangere donna per l'uomo che ero,
    guarda la luna, il sorriso del cielo.
    Lei veglia sul mondo con indifferenza,
    posta a mezzana tra angeli e scienza.
    Ascolta nel chiaro dell'aura lunare,
    i musicisti dell'ombra suonare
    la melodia che segna il commiato
    e porta via l'uomo da tutto il creato.
    Guarda la luna nell'acqua riflessa,
    guarda alla morte come ad una promessa,
    per una nuova vita e una nuova era
    che porti via il dolore
    di questa triste sera.
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      Scritta da: Daniela Svettini

      Io che non ho paura

      Le nuvole corrono al vento
      e adesso sopra di me sono
      e come per cancellare il mio tormento
      la pioggia s'accompagna al fulmine e al tuono.
      La pioggia che monda la terra,
      per renderla simile al cielo,
      come se volesse cancellar la guerra
      e sparger sopra questa un pietoso velo.
      A voi che eravate presenti
      a voi, uomini coraggiosi,
      che per bisogno delle vostre genti
      avete affrontato pericoli insidiosi.
      Ed ora scrivo questi pochi versi,
      io, che non ho paura
      a voi che lottaste per questi cieli tersi,
      che vedo adesso in questa notte scura.
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        Scritta da: Daniela Svettini

        Illusioni della mente

        Donna
        perché stridi e ti lamenti?
        I tuoi tormenti sono gridi
        di disperata e indomita libertà
        di quell'anima dannata
        che da sempre hai tenuta nascosta,
        occultata
        dalla debole figura che si mostra
        nei gesti quotidiani,
        negli atti
        e nelle generose mani
        di colei che crea.
        Libertà prigioniera
        di una casa senza finestre
        perché rea di qualche colpa passata
        scontasti la pena della stirpe tua
        e guardando vagabonda la scena del mondo,
        apparenza del reale,
        credi, illusa, alla saggezza
        come conoscenza del bene e del male.
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