Scritta da: dani81

Al figlio mai nato

Serena,
il mio viso, si rilassa.
Le mie labbra si schiudono in un abbozzato sorriso.
E qui penso, fantastico fantasticamente.
E mi lascio cullare, sospesa.
Artefici della tua vita noi, ma non del tuo destino.
Spettatori di ciò che il mondo ha in serbo per te.
Ti guarderemo rincorrere i tuoi sogni.
Affronteremo con te le salite,
ti guaderemo da lontano,
mentre inciamperai in grossi sassi,
aspetteremo la tua caduta.
Oh sì, che cadrai, ma cureremo le tue ferite,
cicatrizzeremo i tuoi dolori.
Ti racconteremo di noi, anche se forse un noi,
non lo siamo mai stati.
Rideremo del mondo, ce ne faremo beffa.
Ameremo il mare,
nuoteremo nel bene,
combatteremo il male.
Ti vedremo diventare ciò che Dio ha deciso.
Ti vedremo guardarci invecchiare.
E continuo a sorridere, leggera.
E dipingo il tuo volto, su tele candide d'amore,
farò della tua voce la melodia della mia esistenza.
Anche se lui non scegliesse noi,
vedrò in te una parte di lui,
quella sola parte che potrà essere mia.
Ti aspetterò, ti aspetterò anche se,
anche se figlio mio, non esisterai mai.
Daniela Garufi
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    Scritta da: dani81

    Il testamento

    Nella mia tomba porterò il mio segreto.
    Lo seppellirò con me.
    Morirà con me.
    Racconterò di me,
    ma non dirò che sono io.
    Farò della mia storia lezione di vita.
    Parole affettano l'anima.
    Frammenti di cuore graffiano l'aria.
    Minacce lanciate come freccine.
    Se davvero facessi ciò che dici,
    se davvero facessi quel che dici.
    Allora è giusto che scriva questo testamento.
    Il testamento della mia anima.
    Lascio alle altre donne,
    la forza che non ho saputo mostrare,
    lascio la mia speranza,
    la mia voglia di cambiare.
    Lascio ciò che non ho mai avuto.
    Ero pronta, ma non ne ho avuto il tempo.
    Non mi meritavo tutto questo.
    La mia anima come una spugna.
    E i miei occhi non smettono di lacrimare.
    Come ho potuto.
    E guardo come sono diventata,
    come mi sono ridotta.
    Circolo vizioso che si chiude
    che si chiude strozzandomi.
    Daniela Garufi
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      Scritta da: dani81

      Il pescatore

      Litania lontane mi cullano,
      nenie ricordate echeggiano nella mia mente.
      Mulinelli di sabbia frusciano nell'aria calda assetata di pioggia.
      E tutto tace.
      Bambini mai stati rincorrono sogni.
      Lampare soffocate dalla notturna foschia.
      Amanti sotto barche appartate
      E tutto tace.
      Negli anfratti isolati c'è il dolore,
      quel dolore mai guarito dove c'è il silenzio,
      quel silenzio assordante che disarma,
      quel silenzio provocante che, incanta.
      Daniela Garufi
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        Scritta da: dani81
        Il vento freddo del nord mi attanaglia il cuore,
        gli occhi velati di lacrime,
        la testa piena di pensieri, di tormenti, di ossessioni,
        di ansie, paure...
        Chissà che faccia avrò quando morirò,
        la paura degli inferi come pena ai miei peccati...
        Gli anni passano,
        i capelli imbiancano, le mani tremano
        e la paura è grande,
        grande è il pentimento ma dentro che gran tormento,
        Chissà che faccia avrò quando emetterò l'ultimo rantolo prima di spirare.
        Vorrei poter morire nella notte, tacitamente e senza far rumore,
        senza destare alcun stupore, uscire di scena...
        Questo è il castigo di Dio,
        la paura di non esser perdonata,
        l'avrò disegnata sul viso mio di vecchia,
        e questo freddo paese, per punirmi, per espiare la mia pena.
        Chissà che faccia avrò... quando sola morirò
        in questo freddo paese del nord.
        Daniela Garufi
        Composta sabato 21 novembre 2009
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