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Scritta da: Daniela Cesta

Noi donne

Vivere per le donne è così complicato
sopratutto per farsi capire dagli altri,

c'è sempre qualcuno che cerca di spingerci
a vivere a modo suo e noi non stiamo bene,

crescere è una fatica, tra la scuola e i nostri genitori
ci insegnano che, ogni cosa che noi facciamo

lontano dagli schemi normali di sempre
è tutto sbagliato. Allora noi ci sentiamo sole,

crediamo che quando incontriamo un uomo
lui ci ami per come noi siamo

ma non è così, anche lui sente il diritto che
la sua donna deve fare quello che lui pensa sia giusto

e poi arrivano i figli e bisogna crescerli e vivere a modo loro
nei loro bisogni, a scuola, lo sport, le amicizie,

quando una donna può pensare a suo modo?
Questo non succederà mai,

finché non diventeremo un poco egoiste
pensando alla nostra meravigliosa vita.
Composta sabato 8 marzo 2014
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    Scritta da: Daniela Cesta

    Cielo e acqua

    il sussurro delle acque e del vento
    parla a me, con dolcezza e amore

    io ascolto la sua melodia
    tra il cielo e la terra,

    mi riempie di energia e sentimento
    l'acqua parla con armonia

    mentre il cielo la tocca, con leggerezza,
    nella sua immensità,

    il cielo ama l'acqua della terra,
    nel suo circolo, la trascina in alto,

    per mandarla di nuovo
    attraverso le nuvole che piangono,

    sulla amata terra.
    Composta venerdì 14 febbraio 2014
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      Scritta da: Daniela Cesta

      Dal mio balcone

      Io guardo tutto il mondo
      dal mio balcone piccolo

      sento il respiro delle foreste
      il bacio del vento, che tocca le mie labbra,

      le nuvole che veloci corrono, nell'immenso cielo,
      l'ululato del lupo, che arriva fino a me,

      il sospiro dei monti, melodia di rocce e terra,
      il canto degli uccelli, che annunciano

      l'arrivo della primavera,
      il volo di un gufo reale, che vola

      al disopra della mia testa, silenzioso e fantastico,
      il mormorio dolce del ruscello, poco lontano,

      e ancora ascolto il risveglio
      degli animali della foresta, il loro sussurro

      arriva a me, come una carezza nell'anima,
      corre, una madre cinghiale, con i suoi piccoli,

      mentre una bella volpe rossa, fugge, dietro un cespuglio,
      e il falco e l'aquila, taciti osservano i loro territori,

      mentre il sole, da lassù, carezza noi tutti,
      io mando a tutto il mondo, l'amore del mio cuore.
      Composta venerdì 14 febbraio 2014
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        Scritta da: Daniela Cesta

        noi e il tempo

        Quando lo spirito avvolge tenero
        nell'estasi del tempo, i miei occhi brillano
        guardando i tuoi, due anime a confronto,

        come quattro stelle, nel cielo che luccicano
        cristalli argentei nella notte buia,
        melodia che esce dal cuore e si intreccia

        con passione crescente da così lontano,
        nella corteccia del tempo, tra pianeti e costellazioni
        la luce del cuore corre veloce, nella sofferenza e nella gioia

        nell'ombra fugace di un sorriso, di una lacrima,
        di un sussurro, di un sospiro di speranza, nella nostra similarità,
        nella nostra incantevole complicità,

        una complicità che incanta, l'intero universo.
        Composta sabato 4 gennaio 2014
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          Scritta da: Daniela Cesta

          Vorrei essere

          A volte vorrei essere, eterea e trasparente
          e volare sopra foreste e vallate,

          sul pelo dell'acqua di torrenti impetuosi,
          mentre il vento carezza la mia pelle nuda

          e gioca con i miei capelli strapazzandoli
          e spinge tutto il mio corpo nell'estasi,

          vorrei avere le ali di una farfalla,
          sentire il profumo dei fiori in primavera

          rotolare tra le nuvole estive
          e scendere in picchiata sulla fresca erba,

          osservare il nido dell'aquila solitaria,
          sorridere alla sua orgogliosa potenza,

          godere dall'alto del cielo della bellezza della terra
          con i suoi umori, sapori, profumi,

          libera dai dolori quotidiani,
          lontano dalle violenze terrene,

          dall'ingordigia dell'essere umano, che no guarda il creato.
          Mentre ascolto il silenzioso grido, della natura deturpata,

          di questa terra maltrattata, no amata,
          e allora volo verso il mare, per salvare le mie lacrime

          e versarle nell'acqua salata, come di sale sono le mie gocce
          che lente scendono dai miei occhi.
          Composta sabato 4 gennaio 2014
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