Scritta da: Cristina Obber
Mi consumo.
Ho freddo.
Mi consumo.
Ho caldo.
Mi consumo, e urlo
e grido
Ma il vento è forte,
la voce si impiglia
mi dimeno
forse
ma gli autobus sbuffano
e il passante non se ne accorge.
Giustificazione
Alibi
Paura.
Invecchio.
Gli uccelli al di sopra
volano,
rumorosamente.
Mentre io mi consumo.
Come l'asfalto,
come lo smalto
su queste unghie
sempre più fragili.
Sempre più forti.
Cristina Obber
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Cristina Obber

    Lo squarcio

    Divampa nel cielo
    la scelleratezza.
    Tutto è rosso.
    Brucia le carni il fuoco,
    avido di grida,
    avido di corpi.
    Arrivano i reporter,
    e l'impudenza.
    Si spendono parole,
    e bei discorsi,
    bla, bla, bla.
    Si spengono in silenzio
    i flebili respiri,
    uno dopo l'altro,
    17, 18, 19.
    Reclama il suo ruolo il destino
    e con lui un mediocre
    in calo di ascolti.
    Non vi è spazio per loro,
    né gloria.
    Mentre scorrono lente
    le bare
    trionfa senza pari
    la vergogna.
    Cristina Obber
    Vota la poesia: Commenta
      Questo sito contribuisce alla audience di