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Scritta da: Silvana Stremiz

Dall'immagine tesa

Dall'immagine tesa
vigilo l'istante
con imminenza di attesa -
e non aspetto nessuno:
nell'ombra accesa
spio il campanello
che impercettibile spande
un polline di suono -
e non aspetto nessuno:
fra quattro mura
stupefatte di spazio
più che un deserto
non aspetto nessuno:
ma deve venire,
verrà, se resisto
a sbocciare non visto,
verrà d'improvviso,
quando meno l'avverto:
verrà quasi perdono
di quanto fa morire,
verrà a farmi certo
del suo e mio tesoro,
verrà come ristoro
delle mie e sue pene,
verrà, forse già viene
il suo bisbiglio.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Notturno

    Il sangue ferve per Gesù che affuoca.
    Bruciamo! Dico: e la parola è vuota.
    Salvami tutto crocifisso (grido)
    insanguinato di Te! Ma chiodo al muro,
    in fìsiche miserie io son confitto.
    La grazia di patir, morire oscuro,
    polverizzato nell'amor di Cristo:
    far da concime sotto la sua Vigna,
    pavimento sul qua! Si passa, e scorda,
    pedaliera premuta onde profonda
    sai fa voce dell'organo nel tempio -
    e risultare infine inutil servo:
    questo, Gesù, da me volesti; e vano
    promisi, se poi le anime allontano.
    Bello è l'offrir, quale il fiorire al fiore;
    ma dal sognato vien diverso il fatto.
    Padre, Padre che ancor quaggiù mi tieni,
    fa che in me l'Ecce non si perda o scemi!
    A non poter morire intanto muoio.
    Il sangue brucia: Gesù mette fuoco;
    se non giunge all'ardor, solo è bruciore.
    Maria invoco, che del Fuoco è Fiamma;
    pietosa in volto, sembra dica ferma: -
    Penitenza, figliolo, penitenza:
    prega in preghiera che non veda effetto:
    offriti sempre, anche se invan l'offerta;
    e mentre stai senza sorte certa,
    umiliato, e come maledetto,
    Dio in misericordia ti conferma.
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