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Scritta da: Silvana Stremiz

Dall'immagine tesa

Dall'immagine tesa
vigilo l'istante
con imminenza di attesa -
e non aspetto nessuno:
nell'ombra accesa
spio il campanello
che impercettibile spande
un polline di suono -
e non aspetto nessuno:
fra quattro mura
stupefatte di spazio
più che un deserto
non aspetto nessuno:
ma deve venire,
verrà, se resisto
a sbocciare non visto,
verrà d'improvviso,
quando meno l'avverto:
verrà quasi perdono
di quanto fa morire,
verrà a farmi certo
del suo e mio tesoro,
verrà come ristoro
delle mie e sue pene,
verrà, forse già viene
il suo bisbiglio.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    La mia vita, il mio canto

    L'egual vita diversa urge intorno;
    cerco e non trovo e m'avvio
    nell'incessante suo moto:
    a secondarlo par uso o ventura,
    ma dentro fa paura.
    Perde, chi scruta,
    l'irrevocabil presente;
    né i melliflui abbandoni
    né l'oblioso incanto
    dell'ora il ferreo battito concede.
    E quando per cingerti lo balzo
    -' sirena del tempo -
    un morso appéna e una ciocca ho di te:
    o non ghermita fuggì, e senza grido
    nei pensiero ti uccido
    è nell'atto mi annego.
    Se a me fusto è l'eterno,
    fronda la storia e patria il fiore,
    pur vorrei maturar da radice
    la mia linfa nel vivido tutto
    e con alterno vigore felice
    suggere il sole e prodigar il frutto;
    vorrei palesasse il mio cuore
    nei suo ritmo l'umano destino,
    e che voi diveniste - veggente
    passione del mondo,
    bella gagliarda bontà -
    l'aria di chi respira
    mentre rinchiuso in sua fatica va.
    Qui nasce, qui muore i! Mio canto:
    e parrà forse vano
    accordo solitario;
    ma tu che ascolti, recalo
    al tuo bene e al tuo male;
    e non ti sarà oscuro.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Gira la trottola viva

      Gira la trottola viva
      sotto la sferza, mercé la sferza;
      lasciata a sé giace priva,
      stretta alla terra, odiando la terra;
      fin che giace guarda il suolo;
      ogni cosa è ferma,
      e invidia il moto, insidia l'ignoto;
      ma se poggia a un punto solo
      mentre va s'impernia,
      e scorge intorno vede d'intorno;
      il cerchio massimo è in alto
      se erige il capo, se regge il corpo;
      nell'aria tersa è in risalto
      se leva il corpo, se eleva il capo;
      gira - e il mondo variopinto
      fonde in sua bianchezza
      tutti i contorni, tutti i colori;
      gira, e il mondo disunito
      fascia in sua purezza
      con tutti i cuori per tutti i giorni;
      vive la trottola e gira,
      la sferza Iddio, la sferza è il tempo:
      così la trottola aspira
      dentro l'amore verso l'eterno.
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