Scritta da: Claudia Sinaguglia

Il clan e il suo destino

Il mio corpo eri lì...
seduta sulla riva del mare...
non so precisamente da quanto tempo
stavo lì...
mi ero persa guardando il mare...
la sua maestosità...
bellezza mista alla paura...
luogo di gioia, speranza e dolore...
stavo lì...
per ogni onda che arrivava vedevo un attimo della mia vita...
era come sfogliare un albun fotografico... scorrevano lente le immagini...
io bambina... io ragazza... io donna...
per ogni onda una nuova paura, per ogni onda un sorriso...
per ogni onda una lacrima...
Rivivere quei momenti, sentire nuovamente quei profumi che hanno accompagnato
la mia vita, la mia eterna solitudine... quella parte di me nascosta
agli occhi della gente... quella parte di me che solo io conoscevo...
era il mio segreto... di quelli che si custodiscono per sempre...
di quelli che si fondo con l'anima... perché gli appartiene...
Stavo lì seduta a guardare il mare... era come se avessi voluto
mettere tutto alle spalle e guardare oltre...
era come se stessi aspettando che da lì passasse un imbarcazione...
e mi portasse via... ma no cosa dico...
non avrei voluto che nessuno mi portasse via...
stavo bene da sola... mi piaceva perdermi nel mare...
mi piaceva interrogare il mio cuore... mi piaceva liberare
la mia anima... farla conoscere agli abitanti del mare...
e al cielo che sopra di me sembrava volermi abbracciare...
solo una cosa mi mancava... il gusto della libertà...
no, avrei solo voluto capire qual'era la mia strada...
forse mi ero seduta lì per questo
per capire in quale direzione andare...
se perdermi nel mio io, rimanere lì dove ero nata...
abbandonando per sempre i miei sogni...
o se attraversarlo quel mare... per poi toccare nuovi porti...
nuovi odori, per poi assaporare la libertà... di...
di poter mostrare quello che ero, le mie capacità...
i miei pregi, di cercare di poter realizzare i miei sogni...
potermi perdere in quella parola tanto agognata...
Libertà... e vivere la mia vita... "
Sto cercando di raccontare forse me stessa, forse il viaggio della vita,
ma soprattutto sto cercando di raccontare a mio modo la storia di chi nel mare...
vede la salvezza, vede la via d'uscita, vede la dignità di uomo rubata dalla sua
stessa gente... dalla sua stessa terra...
vede l'inizio della vita...
chi ha detto che si nasce solo una volta?
Il mio vuole essere un omaggio a chi nel mare perde la vita...
per inseguire un sogno chiamato Libertà.
Claudia Sinaguglia
Composta sabato 22 agosto 2009
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    Scritta da: Claudia Sinaguglia

    Armatura libera

    Un'armatura pesante, pesante come il suo corpo,
    agonizzante... distrutto da quella guerra...
    La stessa proclamata per ottenere la libertà!
    Stava per abbandonare questo mondo, ma ancora
    tanti interrogativi frullavano nella sua testa...
    quelle discussioni non concluse, il troppo dolore,
    troppo poco tempo per capire il perché della guerra...
    il perché le donne vengono viste ancora come un corpo da utilizzare...
    il perché si debba morire senza aver conosciuto la libertà...
    Troppo poco tempo, troppi perché... ma non c'è più tempo
    un ultimo respiro... un ultimo sguardo a quel mondo a quella terra
    tanto amata
    a quei posti che sanno ancora di lei...
    un ultimo sorriso... un ultima speranza...
    trovare la libertà... libera da quei pregiudizi e da quella guerra
    che le ha tolto la vita... libera finalmente di amare ed essere se
    stessa...
    un ultimo sospiro e poi silenzio.
    Claudia Sinaguglia
    Composta mercoledì 21 ottobre 2009
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