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Scritta da: Ciro Orsi

A mio cugino Salvatore

Ti ho visto dal treno
sconosciuto seminatore campano.
Eri a quattro o cinque passi
dal bove e dall'aratro,
il tuo gesto ampio e generoso
offriva il seme alla terra
come antico rito di vita
conosciuto da sempre.
Mia madre raccontava
antiche storie di famiglia,
mentre il treno andava
verso la città natìa.
Salvatore: Il ricordo andava
a tempi lontani, nozze, vedovanze,
eredità complesse e, soprattutto un cruccio:
con lui il cognome materno avito
finiva nell'oblio della morte prematura.
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    Scritta da: Ciro Orsi

    Porto ionico

    Pomeriggio di rosei approdi
    non ha memoria
    la bionda luce del mare.
    Ho cercato solitudine e amore
    nei vecchi caffè
    tra i gabbiani del molo
    e le reti dei pescatori.
    Parlavano di cose lontane,
    misteriose, i pescatori
    ebbri di sole.
    E dolce porto dei sogni era il suono...
    odorava di cuori antichi
    e tabacchi d'oriente il ricordo.
    Ora è rimasto vino di spezie,
    aroma d'alghe e resine
    e nulla nel cuore mi ricorda
    l'estate.
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