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Scritta da: Ciro Orsi

Crocifissione 1965

Una sola aveva il dolce nome
di madre.
E, preso il figlio,
nel lagno l'han pugnalato
di spalle e nel dileggio
avide iene
hanno per tutta notte riso.
Uomo, se ancora tale tu sei,
guarda colui che ti sorveglia,
riconosci in lui il tuo Caino?
Da quel supplizio potranno staccare
un corpo e allora,
ma troppo tardi,
saprai che è tuo.
Africa nuova, violenza antica,
nei tuoi occhi di onice fiammeggiante
porti nel cuore
selvagge visioni di paradiso
sei ubriaca di libertà sconosciuta.
La tua gente muore per niente
il tuo odio è già un fardello
Africa bambina,
altre strade non sa indicarti
il vecchio uomo che conobbe la croce
e tu, incredula, cadi nel turpe gioco
della violenza di sempre.
Composta venerdì 12 marzo 1965
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    Scritta da: Ciro Orsi

    Un amico

    Ti fermi dinanzi alla porta
    della libertà,
    tenti le sbarre della prigionia,
    mio piccolo amico,
    ma oltre non osi.
    Mi osservi curioso
    e ti allunghi in avanti
    in un canto ancora più gaio,
    poi un saltello e ti giri
    e ancora un vispo ritorno
    e il tuo canto melodioso
    è come la voce del genio
    che vuole aperta la porta
    della sua libertà
    e spezza le sbarre
    con la forza del canto più bello.
    Composta lunedì 20 maggio 1968
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      Scritta da: Ciro Orsi

      Prometeo

      Forse saprai un giorno
      la verità, non oggi,
      Prometeo incatenato.
      Spezzerai i morsi del mistero
      che avvolge il tuo ingegno?
      Nel grande fiume scorre la vita
      tra sponde incoerenti.
      Quelle acque importanti
      scorrono amate e temute
      tra gorghi minacciosi
      che potrebbero inghiottire tutto
      e lavare ogni traccia di te.
      Prometeo illuso
      invidio la tua ira non vinta
      e la tua divina illusione
      che ancora ti tiene alla vita.
      Composta martedì 29 giugno 1965
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        Scritta da: Ciro Orsi

        La libellula

        Il tuo passo leggero e veloce
        mi guidava tra sentieri familiari,
        scorciatoie di orti verdeggianti
        campi di garofani variopinti
        adagiati tra le stalle e le case
        di una umanità senza tempo.
        Le soste ora qua ora là
        per antico rispetto
        come libellula sui fiori
        mi guidavi alla meta
        gustando ogni piacere del viaggio.
        Quelle scorciatoie sono ora
        vie maestre nella mappa
        del viaggio iniziato da te.
        Composta domenica 30 dicembre 2012
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