Poesie di Christian Talignani
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Maschere
Ci guardiamo attorno
attoniti a pensare
scaltri e fugaci nel dimenticare
Ci rendiamo conto che la vita
non è poi un dilettoso monte
su cui giacere, ma spesso
è una maschera su cui sperare
Esatto, chi si maschera da furfante
nasconde un animo di ribrezzo
scioglie le speranze
butta a terra i sogni, e li fa soffocare
Non è una maschera qualsiasi
è una maschera temeraria
inganna l'anima
la porta in un mondo ultraterreno
ci fa pensar male, prendiamo il tempo
quasi fosse un tremare
di brividi assai forti, lenti e pericolosi
Noi siamo burattini in vita
va tutto male, noi non facciamo niente
perché ciò non accada,
ed è lì che entra in gioco la cascata
di pensieri, giammai futili e docili
Le maschere son fatte d'anime prave
sorridiamo ad un bambino,
ma lui non sa che dietro a quella maschera
l'inferno aspetta solo i cattivi
Le maschere son fatte di ricordi
da cui vogliamo scappare ma non riusciamo
perché ancorati alla vita, non ce via di scampo
chiusi dentro a questo campo, racchiuso
e cinto da un rancido odor di decadenza
Ahimè chi ha una maschera
è esanime da tutto ciò chiamato vita
chi porta una maschera vive un burrascoso evento
tragico e così lento
che pian piano porterà al decadere
niente sorrisi molte pene
Peccato che spesso si rimane intrappolati per l'esistenza
in queste maschere, vagano nel etere
arrivan come un uragano le sensazioni
d'un aria così pesante
Non vediamo. Non sentiamo.
Racchiusi dentro a questo sacro recinto non capiamo
Poniamo fine alla persecuzione
diamo spazio ad un vita sazia di ragione
e fatta di molto colore
Addio maschere voi che fate
delle persone anime giammai vissute.
Follia
La follia scorreva nel sangue di quel giovane
i furti al gran magazzino
e le giornate nel grano, a bere acqua
e a pensare all'infinito
la follia lo legava alla realtà
d'un amore eterno, ma ignaro
il proprio cuore perseguì la strada della follia
dove in balia del gran sole che illuminava
l'anima sua, lo trasportò nei meandri
più magici della sua giovinezza.
Essi vide le case, color cioccolato
passeggiò lungo viali di rose
e guardò in alto al cielo
e puntò il dito,
mentre passava davanti a lui,
un gabbiano,
vide il mare, ne prese un po e lo portò con sé,
vide le montagne più alte, e le scalò e gridò
che lui era un folle, pazzo e amante della vita
colui che divenne un uomo, padre del paradiso
e angelo dei nostri cuori.
Cuor Tenero
Oh cuor tenero
tu che t'innamorasti della perfezione
fuggiasca, diamantina, così eterna
così maledettamente unica
Oh cuor tenero tu che tremasti
quando la vidi, scariche di elettricità pura
e gli organi bollivano di fremente
attrazione. Oh tu cuor tenero
che come aria entrasti nei suoi polmoni
le feci prendere una malattia
la malattia dell'amor incurabile.
Nessun che poté curarla.
Ma solo invidiarla, della sua perfezione.
Etere tu che contieni i pianeti
dimmi in quale mondo d'amor vivo io.
Il suo? O perdiana. Un mondo fatto di pace.
Fatto di silenzio, altresì d'urli spassionati.
Cospiravo con l'angelo che mi colpì al petto
e subito dopo m'accasciai al suo cospetto.
Giurandole eterno Amore.
Mie Poesie
Morente, l'anima appariva
al sorger del sol, tempeste
interiori facevan vacillar
di paura la tremenda e folle
mente di quest'anima
impervia e moribonda
sempre più vagabonda e sola
gridava al nevicar di lacrime
impure
falsi i corpi accanto a sé
sinceri i volti rovinati
dal tempo
l'anima giaceva accanto al purgatorio
dove essi le sue colpe avrebbe ammesso
e dai cui mai sarebbe scappata.
Malinconia
Malinconia tu che appari
e scompari e che dinanzi
al vento smarrisci il tuo effetto
invadi i cuori delle persone
e col tuo potere grande
fai loro gracili pezzi di nulla
granellini piccoli di
infinita tristezza
che senti quando
gli occhi piangono
e gridan
che l'animo è in continuo affanno.