Scritta da: azriel

L'ultima notte

E nella quiete posso finalmente piangere
di fronte al cielo che sembra prender fuoco,
mentre il tuo abbraccio parla senza dire
chiedendo inutilmente tempo al tempo.
E tremi forte perché non ti so spiegare
che cosa ne sarà di noi dopo stanotte,
e fingo di non scorger lacrime di vetro
sfiorando il viso tuo con gli occhi chiusi.
Non posso fare a meno nel silenzio
di creder che il domani sarà nostro
e che sapremo ritrovarci in un istante
quando sarà un ricordo il lungo inverno.
E nella quiete sento il vento farsi musica.
Chiara Luciani
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    Scritta da: azriel

    Inquietudine

    Non so cosa pensasse il fiume gelido
    mentre furente si legava al mare
    né chi tra le acque buie dell'inverno
    avesse perso l'amore di una vita.
    So solo dei tuoi occhi color sabbia
    socchiusi dolcemente al primo lampo d'alba
    e che mi manca un bacio quello lo so
    tanto da rimanere ucciso dal rimpianto.
    Non so spiegare e il tempo non rallenta
    va via veloce come le correnti
    lasciavo andare tutto e tutto è fermo
    tra le ingannevoli lusinghe di un istante.
    Vorrei non veder scendere la notte
    ché il sonno mi è nemico.
    Chiara Luciani
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      Scritta da: azriel

      Senza parole

      Vorrei fosse il prodigio della notte
      la causa delle lacrime che segui con le dita
      e che non rimanesse solamente un'alba
      prima di ricominciare ad esser nulla.
      Credo soltanto che tutto acquisti un senso
      se si è capaci di ascoltare nel silenzio.
      E mentre il buio ci nasconde gli occhi agli occhi
      persino il dirsi addio suona più dolce.
      Chiara Luciani
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        Scritta da: azriel

        Sogno d'estate

        Scorsi per caso riflessa nel rigagnolo
        la luce argentea della Luna
        che rischiarava l'acqua.
        Preso d'incanto l'ammirai per ore
        desiderando infine di morirle accanto.
        D'un tratto Lei s'accorse dei miei occhi
        e con modestia scomparve nella notte.
        Chiamai me stesso folle addirittura
        ché nessun uomo può bramare tanto,
        la Luna ne fui certo in quell'istante
        al Cielo apparteneva e a Lui soltanto.
        Ma quando fui per volgere lo sguardo
        udii una voce dolce che era un canto:
        "Sono la Luna
        -disse-
        portami con te"
        e il Cielo ci abbracciò sotto il suo manto.
        Chiara Luciani
        Composta mercoledì 16 settembre 2009
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