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Poesie di Charles Bukowski

Poeta e scrittore, nato lunedì 16 agosto 1920 a Andernach (Germania), morto mercoledì 9 marzo 1994 a San Pedro, Los Angeles, California (Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Andrew Ricooked

Ricordatelo

Credere a ciò che dicono o scrivono
è
pericoloso
specialmente se dicono o scrivono
cose esageratamente grandiose
su di
te

e tu
sei sciocco quanto basta per
crederci.

Poi saresti pronto a rompere la
macchina fotografica quando qualcuno tenta di
fotografarti in
pubblico.

O potresti ubriacarti
a casa tua
e sparare dalla finestra
al tuo vicino
con una 44 magnum.

O potresti comperare un
automobile costosissima
per poi innervosirti
con quelli meno ricchi
sulle loro vecchie auto
che frenano la tua corsa
in
autostrada.

O potresti sposarti
troppe volte
o avere troppe
fidanzate.

O potresti andare in Europa
troppo spesso
o drogarti troppo
spesso.

Potresti
maltrattare
i camerieri.

Respingere
i cacciatori
di autografi.

Potresti perfino
uccidere
qualcuno.

O
in migliaia
di altri modi
potresti alla fine anche
uccidere
te stesso.

Molti
lo fanno.
Composta domenica 3 gennaio 2010
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    Scritta da: Andrew Ricooked

    Ahi ahi ahi

    Il tizio gestisce una libreria
    ci vado e autografo i miei libri per
    lui
    e lui mi impone sempre qualche libro
    qualcosa del genere declino-e-vita
    difficile
    ma questi libri sono scritti da
    opinionisti
    di giornali
    professori, nati-nella-bambagia,
    ecc.
    E questi hanno visto tanta vita reale
    da bassifondi
    quanto un parroco di campagna;
    le loro vite
    sono state tanto avventurose quanto
    una spolverata allo scaffale della
    libreria
    e nessuno di loro ha mai saltato un
    pasto.
    Questi libri sono ben scritti,
    a volte brillanti
    un filo
    arditi
    ma c'è una sensazione dominante
    di agiatezza
    nella scrittura e nella
    vita.
    I libri mi cadono dalle
    mani.
    Questo tizio della libreria deve
    cominciare a pensare a
    qualche altro tipo di
    compenso
    per me
    che gli autografo i miei libri
    perché leggere queste cagate
    deliziosamente
    stampate
    non fa che ricordarmi
    ancora una volta
    che sto gareggiando solo
    contro
    me stesso.
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      Scritta da: Andrew Ricooked

      Buddha Chinaski dice

      A volte
      devi
      indietreggiare
      di uno o
      due passi,
      ri-
      considerare

      staccare
      per un
      mese

      non
      fare niente
      non
      volere
      fare niente

      la pace è
      fondamentale
      il ritmo è
      fondamentale

      qualsiasi cosa
      tu voglia
      non
      l'avrai
      provandoci
      con troppa
      insistenza.

      Stacca
      per
      dieci anni

      sarai
      più
      forte

      stacca
      per
      venti anni

      sarai
      amcora più
      forte.

      Non c'è niente in
      palio
      comunque

      e
      ricorda che
      la seconda cosa più bella
      del mondo
      è
      una notte di sonno
      tranquillo

      e
      la più bella:
      una morte
      serena.

      Nel frattempo
      paga la bolletta del
      gas
      se riesci
      e
      cerca di non
      litigare con tua
      moglie.
      Composta domenica 3 gennaio 2010
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        Scritta da: Andrew Ricooked

        Un albero, una strada, un rospo

        Un tavolo da 7, tutti
        che ridono forte, senza smetter,
        in modo quasi assordante,
        ma non c'è gioia nella loro
        risata, sembra
        meccanica.
        Finzione e falsità
        avvelenano l'aria.
        Sembra che gli altri avventori non lo
        notino.
        Sono asfissiato dalle risate,
        le viscere, il cervello, la mia coscienza,
        mi vanno di traverso.
        Sogno di prendere una postola, di
        avvicinarmi al tavolo
        e di far saltare le loro teste,
        una dopo l'altra.
        Naturalmente, questo mi renderebbe
        ancora più colpevole di
        loro.
        Eppure, continuo a fantasticare e
        poi capisco che pretendo
        troppo.
        Avrei già dovuto capire
        da un pezzo che è così
        e basta:
        che dappertutto ci sono tavoli da 2,
        3,7, 10 o anche più
        con gente
        che ride senza motivo e
        senza gioia,
        che ride per niente senza
        trasporto,
        e che questa è una parte inevitabile
        di tutto,
        come un albero, una strada, un rospo.

        Ordino ancora da bere e
        decido di non ucciderli, nemmeno
        nella mia immaginazione.

        Decido, invece, che sono un
        uomo davvero fortunato:
        il tavolo è a 7 metri di distanza.
        Potrei essere a quel tavolo, seduto
        con loro,
        vicino alle loro bocche,
        vicino ai loro occhi e alle loro orecchie
        e alle loro mani,
        e sentire realmente la conversazione
        che provoca le loro risate
        senza gioia.
        Mi sono già trovato in molte situazioni simili
        ed è stata una dura croce,
        davvero.

        Così, mi accontento della mia buona sorte
        ma non posso fare a meno di chiedermi
        se al mondo sia rimasto un angolo
        con un tavolo da 7 dove
        si provano sentimenti autentici,
        dove c'è
        una bella risata vera.
        Spero di si.
        Devo sperare di si.
        Composta domenica 3 gennaio 2010
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          Scritta da: Eclissi

          Una poesia è una città

          Una poesia è una città piena di strade e tombini
          piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi,
          piena di banalità e roba da bere,
          piena di pioggia e di tuono e di periodi
          di siccità, una poesia è una città in guerra,
          una poesia è una città che chiede a una pendola perché,
          una poesia è una città che brucia,
          una poesia è una città sotto le cannonate
          le sue sale da barbiere piene di cinici ubriaconi,
          una poesia è una città dove Dio cavalca nudo
          per le strade come Lady Godiva,
          dove i cani latrano di notte, e fanno scappare
          la bandiera; una poesia è una città di poeti,
          per lo più similissimi tra loro
          e invidiosi e pieni di rancore...
          una poesia è questa città adesso,
          cinquanta miglia dal nulla,
          le 9.09 del mattino,
          il gusto di liquore e delle sigarette,
          né poliziotti né innamorati che passeggiano per le strade,
          questa poesia, questa città, che serra le sue porte,
          barricata, quasi vuota,
          luttuosa senza lacrime, invecchiata senza pietà,
          i monti di roccia dura,
          l'oceano come una fiamma di lavanda,
          una luna priva di grandezza,
          una musichetta da finestre rotte...

          una poesia è una città, una poesia è una nazione,
          una poesia è il mondo...

          e ora metto questo sotto vetro
          perché lo veda il pazzo direttore,
          e la notte è altrove
          e signore grigiastre stanno in fila,
          un cane segue l'altro fino all'estuario,
          le trombe annunciano la forca
          mentre piccoli uomini vaneggiano di cose
          che non possono fare.
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