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Le migliori poesie di Charles Bukowski

Poeta e scrittore, nato lunedì 16 agosto 1920 a Andernach (Germania), morto mercoledì 9 marzo 1994 a San Pedro, Los Angeles, California (Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Uomo e donna a letto alle 10 pomeridiane

Mi sento come una scatola di sardine, disse lei.
Mi sento come un cerotto, dissi io.
Mi sento come un panino al tonno, disse lei.
Mi sento come un pomodoro a fette, dissi io.
Mi sento come se stesse per piovere, disse lei.
Mi sento come se l'orologio s'è fermato, dissi io.
Mi sento come se la porta fosse aperta, disse lei.
Mi sento come se stesse per entrare un elefante, dissi io.
Mi sento che dovremmo pagare l'affitto, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.

Non me la sento di lavorare, dissi.

Mi sento che di me non te me ne importa, disse lei.
Mi sento che dovremmo far l'amore, dissi io.
Mi sento che l'amore l'abbiamo fatto fìn troppo, disse lei.
Mi sento che dovremmo farlo più spesso, dissi io.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
Mi sento che dovresti trovare lavoro, dissi io.
Mi sento una gran voglia di bere, disse lei.
Mi sento come una bottiglia di whisky, dissi io.
Mi sento che finiremo come due ubriaconi, disse lei.
Mi sento che hai ragione, dissi io.
Mi sento di mollare tutto, disse lei.
Mi sento che ho bisogno d'un bagno, dissi io.
Anch'io mi sento che hai bisogno d'un bagno, disse lei.
Mi sento che dovresti lavarmi la schiena, dissi io.
Mi sento che tu non mi ami, disse lei.
Mi sento che ti amo, dissi io.
Mi sento quel coso dentro adesso, disse lei.
Anch'io sento che adesso quel coso è dentro di te, dissi io.
Mi sento che adesso ti amo, disse lei.
Mi sento che ti amo più di te, dissi io.
Mi sento benone, disse lei, ho voglia di urlare.
Mi sento che non la smetterei più, dissi io.
Mi sento che ne saresti capace, disse lei.
Mi sento, dissi io.
Mi sento, disse lei.
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    Partita a scopa

    Una delle cose più terribili è
    davvero
    stare a letto
    una notte dopo l'altra
    con una donna che non hai più voglia
    di scopare.

    Invecchiano, non sono più tanto
    belle – tendono persino
    a russare, buttarsi
    giù.

    Così, a letto, a volte ti giri,
    il tuo piede tocca il suo –
    Dio, che orrore! –
    e la notte è là fuori
    dietro le tendine
    e insieme vi suggella
    nella
    tomba.

    E la mattina vai in bagno,
    parli, attraversi il corridoio,
    dici strane cose; le uova friggono,
    partono i motori.

    Ma seduti l'uno di fronte all'altro
    hai 2 estranei
    che si ficcano in bocca il pane tostato
    che si bruciano col caffè bollente la gola risentita
    e l'intestino.

    In dieci milioni di case americane
    è lo stesso –
    vite stantie appoggiate
    l'una all'altra
    e nessun posto
    dove andare.

    Sali in macchina
    e vai a lavorare
    e là ci sono degli altri sconosciuti, quasi tutti
    mogli e mariti di qualcun altro,
    e oltre alla ghigliottina del lavoro,
    flirtano, scherzano r si danno pizzicotti,
    tendendo qualche volta
    a farsi in qualche posto una rapida scopata –
    a casa non possono farlo –
    e poi
    tornano a casa
    ad aspettare il Natale o il Labor Day
    o la domenica
    o qualcosa.
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      Scritta da: Andrew Ricooked

      Ahi ahi ahi

      Il tizio gestisce una libreria
      ci vado e autografo i miei libri per
      lui
      e lui mi impone sempre qualche libro
      qualcosa del genere declino-e-vita
      difficile
      ma questi libri sono scritti da
      opinionisti
      di giornali
      professori, nati-nella-bambagia,
      ecc.
      E questi hanno visto tanta vita reale
      da bassifondi
      quanto un parroco di campagna;
      le loro vite
      sono state tanto avventurose quanto
      una spolverata allo scaffale della
      libreria
      e nessuno di loro ha mai saltato un
      pasto.
      Questi libri sono ben scritti,
      a volte brillanti
      un filo
      arditi
      ma c'è una sensazione dominante
      di agiatezza
      nella scrittura e nella
      vita.
      I libri mi cadono dalle
      mani.
      Questo tizio della libreria deve
      cominciare a pensare a
      qualche altro tipo di
      compenso
      per me
      che gli autografo i miei libri
      perché leggere queste cagate
      deliziosamente
      stampate
      non fa che ricordarmi
      ancora una volta
      che sto gareggiando solo
      contro
      me stesso.
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        Pioggia

        Un'orchestra sinfonica.
        Scoppia un temporale,
        stanno suonando un'ouverture di Wagner
        la gente lascia i posti sotto gli alberi
        e si precipita nel padiglione
        le donne ridendo, gli uomini ostentatamente calmi,
        sigarette bagnate che si buttano via,
        Wagner continua a suonare, e poi sono tutti
        al coperto. Vengono persino gli uccelli dagli alberi
        ed entrano nel padiglione e poi c'è la Rapsodia
        Ungherese n. 2 di Lizst, e piove ancora, ma guarda,
        un uomo seduto sotto la pioggia
        in ascolto. Il pubblico lo nota. Si voltano
        a guardare. L'orchestra bada agli affari
        suoi. L'uomo siede nella notte nella pioggia,
        in ascolto. Deve avere qualcosa che non va,
        no?
        È venuto a sentire
        la musica.
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