Questo sito contribuisce alla audience di

Le migliori poesie di Charles Bukowski

Poeta e scrittore, nato lunedì 16 agosto 1920 a Andernach (Germania), morto mercoledì 9 marzo 1994 a San Pedro, Los Angeles, California (Stati Uniti d'America)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Uno spazio di pausa

Uno spazio di pausa
devi averne uno, altrimenti le pareti ti schiacceranno.
Devi mollare tutto quanto, gettarlo
via, liberarti di tutto.
Devi guardare ciò che guardi
o pensare ciò che pensi
o fare ciò che fai
oppure non fai,
senza pensare ai vantaggi
personali,
senza accettare la guida di nessuno.

La gente si consuma per
la fatica
si nasconde nelle abitudini
comuni.
Le sue preoccupazioni sono
le preoccupazioni del gregge.

Soltanto pochi sono capaci di fissare
una vecchia scarpa per
dieci minuti
o di pensare a cose strampalate
tipo chi ha inventato
il pomello della porta?

Le persone perdono il senso della vita
perché sono incapaci di
fermarsi,
di disfarsi di se stessi,
di sciogliersi,
di smettere di vedere,
di disimparare,
di mettersi in salvo.

Ascolta la propria falsa
risata, e poi
puoi andar
via.
Composta sabato 28 settembre 2013
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Andrew Ricooked

    Su due piedi

    Ci sono giorni
    in cui va tutto
    male.

    Sull'autostrada
    a casa
    al super-
    mercato
    e da qualsiasi altra
    parte

    assalti
    continui
    ininterrotti
    feroci
    accidentali
    a ciò
    che è rimasto del
    tuo
    equilibrio e della tua
    suscettibilità.

    Gli dei prima
    giocano con te
    e poi
    giocano
    contro
    di te.

    I tuoi nervi
    si tendono fino a
    spezzarsi.

    Nessuno scudo
    filosofico
    ti proteggerà,
    nessuna dose di saggezza è
    abbastanza.

    Sei allo scoperto
    facile preda
    dei
    cattivi e
    delle
    folle;
    la rottura
    del
    macchinario
    e della
    ragione
    è
    completa.

    Poi
    c'è sempre
    -all'improvviso-
    un volto gioioso
    sorridente
    dallo sguardo
    ottuso, qualche
    semi-sconosciuto
    che ti urla
    forte:
    "ehi, come ti
    va?"

    La sua faccia
    sempre troppo vicina,
    puoi vedere ogni
    macchia e
    poro della
    pelle,
    la bocca,
    aperta
    sembra una pesca
    spaccata
    marcia.

    Il tuo unico
    pensiero
    è:
    dovrei
    ucciderlo?

    Ma poi
    dici:
    "va tutto
    bene.
    E a te
    come va?"

    E
    prosegui,
    e la faccia-da-
    capra
    semi-sconosciuta
    è alle
    spalle
    mentre il sole
    filtra
    attraverso
    le nuvole
    acide.

    Vai
    avanti
    mentre gli dei
    ridono e
    ridono
    e
    ridono,
    metti un
    piede
    davanti
    all'altro,
    muovi le
    braccia
    mentre la comapana
    arrugginita
    non suona,
    e dentro la tua
    testa
    il sangue
    si trasforma in
    gelatina.

    Ma
    questo giorno finirà
    questa vita finirà
    gli avvoltoi
    voleranno
    finalmente
    via.

    Per favore
    in fretta, in fretta,
    in fretta.
    Composta domenica 3 gennaio 2010
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: mor-joy

      Confessione

      Aspettando la morte
      come un gatto
      che sta per saltare sul letto
      mi dispiace così tanto per
      mia moglie
      lei vedrà questo
      corpo
      rigido e
      bianco
      lo scuoterà una volta, e poi
      forse
      ancora:
      "Hank!"
      Hank non
      risponderà.
      Non è la mia morte che
      mi preoccupa, è lasciare
      mia moglie con questa
      pila di
      niente.
      Però vorrei che
      lei sapesse
      che tutte le notti
      dormite
      accanto a lei
      anche le discussioni
      inutili
      erano sempre
      cose splendide
      e le più difficili
      delle parole
      che ho sempre avuto paura
      a dire
      ora possono essere
      dette: "Ti amo".
      Vota la poesia: Commenta

        Loro e noi

        Stavano tutti fuori sulla veranda
        a chiacchierare:
        Hemingway, Faulkner, T. S. Eliot,
        Ezra Pound, Hamsun, Wally Stevens,
        E. E. Cummings e qualcun altro.
        "Senti", disse mia madre, "puoi
        dirgli di starsi zitti?".
        "No", dissi io.
        "Stanno dicendo solo fesserie", disse mio
        padre, "dovrebbero trovarsi
        un lavoro".
        "Ce l'hanno un lavoro", dissi
        io.
        "Un accidenti", disse mio
        padre.
        "Esattamente", dissi
        io.

        A quel punto Faulkner entrò
        dentro barcollando.
        trovò il whisky nella
        credenza e se lo portò
        fuori.
        "Una persona tremenda",
        disse mia madre.
        Poi si alzò e sbirciò fuori
        in veranda.
        "C'è una donna con loro",
        disse lei, "solo che sembra un
        uomo".
        "È Gertrude", dissi
        io.
        "C'è un altro tizio che sta facendo vedere i
        muscoli", disse lei, "dice di
        poterli battere a tre
        a tre".
        "È Ernie", dissi io.
        "E lui", mio padre mi indicò,
        "vuole essere come loro!".
        "È vero?", chiese mia madre.
        "Non come loro", dissi io, "ma uno
        di loro".
        "Trovati uno stramaledetto lavoro",
        disse mio padre.
        "Statti zitto", dissi io.
        "Che?".
        "Ho detto, statti zitto, sto ascoltando
        queste persone".
        Mio padre guardò sua moglie:
        "Questo non è figlio
        mio!".
        "Spero di no", dissi io.

        Faulkner entrò di nuovo nella stanza
        barcollando.
        "Dov'è il telefono?",
        chiese.
        "A che diavolo ti serve?", chiese
        mio padre.
        "Ernie si è appena fatto saltare
        le cervella", disse lui.
        "Lo vedi cosa succede alla gente
        così?", urlò mio padre.
        Mi alzai
        lentamente
        e aiutai Bill a trovare
        il
        telefono.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Gianni Marcantoni

          Show business

          Marty, ascoltami, tutte le star
          saranno lì!
          So che non ci guadagnerai nemmeno un soldo!
          Ma sono ottime pubbliche relazioni!
          Il pubblico ama queste serate
          di beneficenza per i malati di aids, marty!
          Così capiscono che hai
          cuore, così capiscono che
          hai anima!
          Chiedi a qualsiasi p. R.!
          tutti i loro clienti lo
          fanno!
          Prendi sammy d.! è tuo
          amico, che cosa pensi che gliene freghi
          se qualcuno muore di aids?
          Sa che il guadagno arriverà
          dopo
          quando farà la prossima parte importante!
          Svegliati, marty!
          Lo fanno tutti!
          Stai attento o il pubblico presto si
          chiederà: "come mai marty mellon
          non partecipa a nessuna serata di beneficenza per
          i malati di aids?"
          Quella è la fine, marty!
          Per te!
          Hai capito?
          Eh?
          Forza ragazzo!
          Mi hai appena fatto cagare sotto
          dalla paura!
          Allora, la prossima è fissata per
          il 20 giugno, ti metterò nella
          lista, tutti i paraculi della città
          saranno lì.
          Vota la poesia: Commenta