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Epigrafe per un libro condannato

Non scrissi, o lettore innocente,
pacifico e buon cittadino,
per te questo mio saturnino
volume, carnale e dolente.

Se ancora non hai del sapiente
Don Satana appreso il latino,
non farti dal mio sibillino
delirio turbare la mente!

Ma leggimi e sappimi amare,
se osi nel gorgo profondo
discendere senza tremare.

O triste fratello errabondo
che cerchi il tuo cielo diletto,
compiangimi, o sii maledetto!
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    Scritta da: Nadia De Luca

    Elevation

    Al di là degli stagni, delle valli e dei monti,
    al di là dei boschi, delle nuvole e dei mari,
    al di là del sole, al di là dell'aria,
    al di là dei confini delle stellate sfere,

    Tu, mio spirito, ti muovi con agilità
    e, come buon nuotatore che gode tra le onde,
    allegro solchi la profonda immensità
    con indocile e maschia voluttà.

    Fuggi lontano dai morbosi miasmi,
    voli a purificarti nell'aria più alta,
    e bevi, come un puro liquido divino,
    il fuoco chiaro che colma spazi limpidi.

    Le spalle alla noia e ai vasti affanni
    che opprimono col loro peso la nebbiosa vita,
    felice chi con ali vigorose
    si eleva verso campi sereni e luminosi;

    Chi lancia i pensieri come allodole
    in libero volo verso il cielo del mattino,
    - chi si libra sulla vita e comprende senza sforzo
    il linguaggio dei fiori e delle cose mute!
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      Scritta da: Elisa Iacobellis

      L'Uomo E Il Mare

      Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
      Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima
      Nello svolgersi infinito della sua onda,
      E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
      Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
      L'accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
      Si distrae a volte dal suo battito
      Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
      Siete entrambi tenebrosi e discreti:
      Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
      O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
      Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
      E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
      Vi combattete senza pietà né rimorsi,
      Talmente amate la carneficina e la morte,
      O eterni rivali, o fratelli implacabili!
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        Scritta da: Valentina

        La bellezza

        Sono bella, o mortali, come un sogno di pietra e il mio seno,
        cui volta a volta ciascuno s'è scontrato,
        è fatto per ispirare al poeta un amore eterno e muto come la materia.

        Troneggio nell'azzurro quale Sfinge incompresa,
        unisco un cuore di neve alla bianchezza dei cigni,
        odio il movimento che scompone le linee e mai piango, mai rido.

        I poeti, di fronte alle mie grandi pose,
        che ho l'aria di imitare dai più fieri monumenti,
        consumeranno i giorni in studi severi, perché,

        onde affascinare quei docili amanti,
        ho degli specchi puri che fanno più bella ogni cosa:
        i miei occhi, questi larghi occhi dalle luci eterne.
        Composta mercoledì 28 ottobre 2009
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