Scritta da: Ombra Nella Notte

De profundis clamavi

Imploro pietà da Te, l'unica che io ami, dal fondo dell'anima in cui è caduto il mio cuore. È un universo tristissimo, dall'orizzonte plumbeo, e vi si muovono, la notte, l'orrore e la bestemmia;
un sole privo di calore si libra sopra per sei mesi, gli altri se la notte copre la terra; è un paese più nudo della terra polare: né bestie, né ruscelli, né verde di boschi!
Non v'è orrore al mondo che sorpassi la fredda crudeltà di questo sole di ghiaccio e di questa immensa notte simile al vecchio Caos;
io invidio la sorte dei più vili animali, che possono inabissarsi in uno stupido sonno, tanto lentamente si dipana la matassa del tempo.
Charles Baudelaire
Composta lunedì 14 febbraio 2011
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    Scritta da: Maresa Schembri

    La mort des amants / La morte degli amanti

    Nous aurons des lits pleins d'odeurs légères,
    des divans profonds comme des tombeaux,
    et d'étranges fleurs sur des étagères,
    écloses pour nous des cieux plus beaux.

    Usant à l'envi leurs chaleurs dernières,
    nos deux coeurs seront deux vastes flambeaux,
    qui réfléchiront leurs doubles lumières
    dans nos deux esprits, ces miroirs jumeaux.

    Une soir fait de rose et de bleu mystique,
    nous échangerons un éclair unique,
    comme un long sanglot, tout chargé d'adieux;

    et plus tard un Ange, entr'ouvrant les portes,
    viendra ranimer, fidèle et joyeux,
    les miroirs ternis et les flammes mortes.


    Avremo letti pieni d'odori leggeri,
    divani profondi come avelli
    e strani fiori sulle mensole,
    schiusi per noi soto cieli più belli.

    Consumando a gara i loro estremi ardori,
    i nostri due cuori saranno due grandi torce
    che rifletteranno i loro duplici splendori
    nelle due nostre anime, questi specchi gemelli.

    In una sera fatta di rosa e di mistico azzurro
    ci scambieremo un unico lampo
    come un lungo singhiozzo, tutto carico d'addii;

    e più tardi un angelo, aprendo le porte,
    verrà a rianimare, fedele e giocoso,
    gli offuscati specchi e le fiamme morte.
    Charles Baudelaire
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      Scritta da: Ombra Nella Notte

      Il gatto

      Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
      trattieni le unghie della zampa,
      e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
      di metallo e d'agata.
      Quando le dita indugiano ad accarezzare
      la tua testa e il dorso elastico
      e la mano s'inebria del piacere di palpare
      il tuo corpo elettrico,
      vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
      come il tuo, amabile bestia,
      profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
      e, dai piedi fino alla testa,
      un'aria sottile, un minaccioso profumo
      circolano attorno al suo corpo bruno.
      Charles Baudelaire
      Composta martedì 15 febbraio 2011
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        I lamenti di un icaro

        Gli amanti delle prostitute
        sono allegri, gagliardi e ben pasciuti;
        quanto a me, ho le braccia a pezzi
        a forza di abbracciare nuvole!

        È grazie agli incomparabili astri
        che ardono nel profondo del cielo
        che i miei occhi consunti
        non vedono che ricordi di soli.

        Vanamente ho preteso di trovare
        la fine e il centro dello spazio!
        Sento che la mia ala si spezza
        sotto non so che occhio di fuoco!

        e arso dall'amore del bello,
        non avrò l'onore supremo
        di dare il mio nome all'abisso
        che mi servirà da tomba.
        Charles Baudelaire
        Composta martedì 26 febbraio 2013
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          Scritta da: Lorenzo Mariani

          Inno alla bellezza

          Vieni dal cielo profondo o esci dall'abisso,
          Bellezza? Il tuo sguardo, divino e infernale,
          dispensa alla rinfusa il sollievo e il crimine,
          ed in questo puoi essere paragonata al vino.

          Racchiudi nel tuo occhio il tramonto e l'aurora;
          profumi l'aria come una sera tempestosa;
          i tuoi baci sono un filtro e la tua bocca un'anfora
          che fanno vile l'eroe e il bimbo coraggioso.

          Esci dal nero baratro o discendi dagli astri?
          Il Destino irretito segue la tua gonna
          come un cane; semini a caso gioia e disastri,
          e governi ogni cosa e di nulla rispondi.

          Cammini sui cadaveri, o Bellezza, schernendoli,
          dei tuoi gioielli l'Orrore non è il meno attraente,
          l'Assassinio, in mezzo ai tuoi più cari ciondoli
          sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.

          Verso di te, candela, la falena abbagliata
          crepita e arde dicendo: Benedetta la fiamma!
          L'innamorato ansante piegato sull'amata
          pare un moribondo che accarezza la tomba.

          Che tu venga dal cielo o dall'inferno, che importa,
          Bellezza! Mostro enorme, spaventoso, ingenuo!
          Se i tuoi occhi, il sorriso, il piede m'aprono la porta
          di un Infinito che amo e che non ho mai conosciuto?

          Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena,
          tu ci rendi -fata dagli occhi di velluto,
          ritmo, profumo, luce, mia unica regina!
          L'universo meno odioso, meno pesante il minuto?
          Charles Baudelaire
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