Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Silvana Stremiz

Il Vampiro

Tu che t'insinuasti come una lama
Nel mio cuore gemente; tu che forte
Come un branco di demoni venisti
A fare folle e ornata, del mio spirito
Umiliato il tuo letto e il regno-infame
A cui, come il forzato alla catena,
Sono legato: come alla bottiglia
L'ubriacone; come alla carogna
I vermi; come al gioco l'ostinato
Giocatore - che sia maledetta.
Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
Di conquistare la mia libertà;
Ed il veleno perfido ho pregato
Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
Ed il veleno, pieni di disprezzo,
M'han detto: "Non sei degno che alla tua
Schiavitù maledetta ti si tolga,
Imbecille! - una volta liberato
Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
tu faresti rivivere il cadaver
del tuo vampiro, con i baci tuoi!"
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Simona

    Le Vampire

    Toi qui, comme un coup de couteau,
    Dans mon coeur plaintif es entrée;
    Toi qui, forte comme un troupeau
    De démons, vins, folle et parée,

    De mon esprit humiliè
    Faire ton lit et ton domaine;
    - Infâme à qui je suis liè
    Comme le forçat à la chaîne,

    Comme au jeu le joueur têtu,
    Comme à la bouteille l'ivrogne,
    Comme aux vermines la charogne
    - Maudite, maudite sois-tu!

    J'ai priè le glaive rapide
    De conquérir ma libertè,
    Et j'ai dit au poison perfide
    De secourir ma lâchetè.

    Hélas! le poison et le glaive
    M'ont pris en dédain et m'ont dit:
    "Tu n'es pas digne qu'on t'enlève
    À ton esclavage maudit,

    Imbécile! - de son empire
    Si nos efforts te délivraient,
    Tes baisers ressusciteraient
    Le cadavre de ton vampire!"
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Lorenzo Mariani

      Malasorte

      Per sollevare un così grande peso,
      Sisifo, il tuo coraggio ci vorrebbe!
      Per quanto ardore s'abbia nell'impresa,
      l'arte è lunga e il tempo è breve.

      Lontano dalle sepolture celebri,
      verso un cimitero isolato,
      il mio cuore, tamburo velato,
      va battendo marce funebri.

      -Quanti gioielli dormono sepolti
      nell'oblio e nelle tenebre,
      lontano dalle zappe e dalle sonde;

      quanti fiori effondono il profumo,
      dolce come un segreto, con rimpianto,
      nelle solitudini profonde.

      Malasorte.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Lorenzo Mariani

        Inno alla bellezza

        Vieni dal cielo profondo o esci dall'abisso,
        Bellezza? Il tuo sguardo, divino e infernale,
        dispensa alla rinfusa il sollievo e il crimine,
        ed in questo puoi essere paragonata al vino.

        Racchiudi nel tuo occhio il tramonto e l'aurora;
        profumi l'aria come una sera tempestosa;
        i tuoi baci sono un filtro e la tua bocca un'anfora
        che fanno vile l'eroe e il bimbo coraggioso.

        Esci dal nero baratro o discendi dagli astri?
        Il Destino irretito segue la tua gonna
        come un cane; semini a caso gioia e disastri,
        e governi ogni cosa e di nulla rispondi.

        Cammini sui cadaveri, o Bellezza, schernendoli,
        dei tuoi gioielli l'Orrore non è il meno attraente,
        l'Assassinio, in mezzo ai tuoi più cari ciondoli
        sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.

        Verso di te, candela, la falena abbagliata
        crepita e arde dicendo: Benedetta la fiamma!
        L'innamorato ansante piegato sull'amata
        pare un moribondo che accarezza la tomba.

        Che tu venga dal cielo o dall'inferno, che importa,
        Bellezza! Mostro enorme, spaventoso, ingenuo!
        Se i tuoi occhi, il sorriso, il piede m'aprono la porta
        di un Infinito che amo e che non ho mai conosciuto?

        Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena,
        tu ci rendi -fata dagli occhi di velluto,
        ritmo, profumo, luce, mia unica regina!
        L'universo meno odioso, meno pesante il minuto?
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Edoardo Grimoldi

          Spleen

          Quando basso e pesante il cielo grava
          Come un coperchio al gemebondo spirito
          Preda di lunghe accidie, e a noi, abbracciando
          Tutto il cerchio dell'orizzonte, versa
          Un buio lume, più triste che notte;
          Quando la terra si trasforma in umido
          Carcere dove la Speranza, come
          Un pipistrello, se ne va sbattendo
          Contro i muri la sua timida ala,
          Urtando il capo a putridi soffitti;
          Quando la pioggia, stendendo le sue
          Immense strisce, imita le sbarre
          D'una vasta prigione, e un muto popolo
          Di ragni infami al fondo del cervello
          Viene a tenderci le sue reti, - a un tratto
          Campane erompono furiose e lanciano
          Verso il cielo uno spaventoso urlo,
          Come spiriti erranti e senza patria
          Che diano in gemiti, ostinatamente.
          E dei lunghi, funerei cortei
          Vanno sfilando nell'anima mia
          Senza tamburi né musica, lenti.
          È in lacrime, ormai vinta, la Speranza;
          L'atroce Angoscia mi pianta, dispotica,
          Sul cranio chino il suo vessillo nero.
          Vota la poesia: Commenta