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Scritta da: Carolina Camurati

A notte fonda

Già da tempo, incomparabile
misura della mia esistenza,
(istanza a sé stante, sì - variabile
a seconda del mio volere...)
tramontato è il sole, e le notturne Ore
danzano leggiadre come baccanti
sui colli soprastanti, e ridono beffarde,
di noi mortali, e del nostro agire vano.
Più profonde sono le emozioni,
e con un vento tenebroso
l'autunno spoglia l'alberi
dalle sue foglie, e la strada, un manto
Settecentesco, ornato da rubini
e gemme preziose.

Socchiudo lievemente la finestra, cui si affaccia
imperiosa e fragile la Luna,
astro che accompagna questa nostra terra
mentre noi romantici a lei vicini, con l'anima
e il cuor dedichiamo poemi e inni, per il suo magico
diffondere candido splendore. Luce dei miei
occhi, concedi loro un ultimo
sguardo prima di sparire, a causa del mio dover
scappare e rintanarmi, un domani,
in un ambiente povero di seduzioni
o nuove e scioccanti sensazioni. Volontà
divina prendi per mano alle mie azioni
e conducimi verso la celeste via, di un
Paradiso Terrestre or sol immaginato,
oh quanto ci ho sperato, e ingannar
mi fu grato, in un futuro di amore e devozione...
Composta lunedì 10 ottobre 2011
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    Scritta da: Carolina Camurati

    Padua makes me mad

    Un manto di foglie sparse, coperte
    che riscaldano i passi e gli sguardi
    di me che camminando intenta
    ed irretita (i piedi e il pensiero, pur divergenti)
    d'una parte, e poi dall'altra
    scorgo dell'autunno le tracce:

    respiro l'umido sul rivo e dell'antico odore
    d'un opaco colore si cosparge la memoria;
    un brivido e un sussulto.
    La spoglia parvenza di un'arborea vita
    scheletrica sussurra scongiurando
    un abbraccio funesto.

    Assorta in questo ruminare vano, l'occhio
    si posa delicato su di un'immagine favolosa:
    brillando e ondeggiando i rami sullo specchio
    immobile nel guado paiono vivi e redenti.
    Intrecciantesi compongono combinazioni
    astruse, in cui anche se per poco
    attimo di profonda chiarezza
    comprendo significati reconditi.

    E la calma mi appartiene, e la via
    del cuore di purezza e sensi spiovente.
    Composta martedì 16 ottobre 2012
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      Scritta da: Carolina Camurati

      Mondo d'illusione a contatto con la realtà

      Attraverso l'uscio di casa, le due colonne mie portanti,
      e una nube invade il mio pensier; oppressa dal vuoto,
      guardo oggetti a me noti ma senza sapore,
      grigie sfumature di quadri appesi e vista sfuocata
      dal costante oscillar di mondi trascendenti
      interposti tra me e la realtà.

      O come poteva esser bello ciò che io intendeva
      se avessi avuta mai esperienza diretta del contrario;
      un flash istantaneo come una sberla sul viso mi avvisa
      del passato tanto errar, e come scintilla prende a
      bruciare il mio bisogno di amore.

      L'ideale mio si spinge tanto in alto, orgoglio m'impossessa,
      se ancor non trovai persona da cui rifugiarmi nell'angoscia,
      né per cui scriver ancor dolci versi io possa.

      Giacché perseguo un'Illusione, per soddisfare il mio cuore
      di tanto appagamento, e il sentimento che mi assale
      nella sfrenata ricerca del piacere, è pari ad una carezza
      di mia madre, sospinto da ragion che l'accompagna.
      Composta sabato 12 marzo 2011
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        Scritta da: Carolina Camurati

        Sickness of beauty

        Si specchia e si ammira la giovane,
        con l'intento di render bello ciò che appare,

        si sente a casa solo con il suo
        caldo sguardo seducente,

        gelosa di sfoggiare il suo corpo,
        del qual non svela niente,

        persegue lei un ideale, ma agli occhi altrui
        non corrisponde al suo riflesso,
        allorché si lascia scomparire...

        la bellezza è affine all'immortale,
        e in uman vita,
        solo l'arte la può toccare.
        Composta domenica 13 marzo 2011
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          Scritta da: Carolina Camurati

          Artistic view

          L'orchestra di viole e violini intona una placida melodia,
          sovra la qual ogni gesto diviene delicato
          il cuor colmo di amore materno, sobbalza ad ogni acuto
          e d'un tratto un lampo mi sovvien:
          m'impossessa il fantasma inconscio,
          e subito è armonia tra queste mura a me tanto care.

          Saltello e svolazzo qua e là, absoluta,
          sospesa entro ai miei limiti,
          nella quiete profonda dell'essere
          mi immergo nella natura che mi avvolge
          e, attratta dalle tentazioni,
          mi lascio ammaliare;

          la bellezza è d'ogni parte,
          e perdermi dell'immensità
          dello sguardo mio riflesso,.
          Composta lunedì 25 luglio 2011
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