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Poesie di Carlo Peparello

IT Manager, nato lunedì 22 luglio 1974 a Roma
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Proverbi.

Scritta da: Carlo Peparello
E non guardà sempre le caviglie
o te prendono le voglie
Lascia sta la distinta signora
che il tuo ormone non l'ignora
la ventenne procace e paracula te fa male
vertigine, sudorazione e la pressione che sale
lascia perde la roscetta
c'è la mora che non aspetta
e non te voltà a guardà la bionda
davanti cè la negretta del Ruanda
Te manca solo la cinese pe completà la collezione
ma n'te ricordi la spagnola a letto che lezione?
Scordate la nordica de vienna
pe na botta quella te se spenna
Per non parlà della soda cubana
le chiappe je sonavano come na campana
Hao non te basta mai
ma n'altro interesse ce l'hai
Possibile che non pensi ad altro
Ma te credi tanto scaltro?
Aricordate che sei solo no strumento
La donna si stende e te la mostra
ma è sempre lei che guida la giostra
è ora che metti la testa a posto
e non te vantà de avello sempre tosto
te potrebbe capità molto presto
che penzola da n'invisibile capestro
allora si che hai finito de giocà
e il solitario te dovrà da bastà!
Composta lunedì 6 luglio 2009
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    Scritta da: Carlo Peparello

    Momento

    È la sorpresa di un sospiro improvviso
    di uno sguardo che si incrocia
    di un pensiero assillante che forma quel viso
    forse una banale fantasia me ne rendo conto
    da invasato lo prego e lo bramo, come un sacro culto
    ma l'inatteso momento che arriva alle spalle
    che ti pietrifica, scuote e ti solletica la pelle
    preda di spasmi d'argento che rischiarano
    burattino legato a mani invisibili che giocano
    ti senti vittima fortunata se colpito al cuore
    passi dal disorientamento al furore
    tutto si dirada ed entra una luce nuova
    ti sradica dal buio e subito ti rincuora
    mille energie da dedicare a una carezza
    in attesa di un gesto come dolce brezza
    chiuderò gli occhi ma ti vedrò lo stesso
    questo momento non capita spesso.
    Composta sabato 13 giugno 2009
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      Scritta da: Carlo Peparello

      Essere

      Non ci tengo ad ostentare
      Quello che non mi appartiene
      Ho ancora tanto da dimostrare
      e prendo la vita come viene
      Chiamo lezione ogni mio passo falso
      Impreco ma poi rido e mi rialzo
      Non sono mai fiero di me stesso
      Posso fare di più e lo penso spesso
      Ma l'onestà la metto sempre davanti
      La chiamano maleducazione i ben pensanti
      Io la chiamo semplicemente schiettezza
      è anch'essa una virtù ne ho la certezza
      La verità fa male se troppo nascosta
      Io vado dritto, i sinonimi son cosa vostra
      Le metafore condiscono il testo
      Ma si dimenticano così presto
      Elaborate poco i vostri pensieri
      Così saranno sempre di oggi e non di ieri.
      Composta giovedì 11 giugno 2009
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        Scritta da: Carlo Peparello

        Essere

        Non ci tengo ad ostentare
        Quello che non mi appartiene
        Ho ancora tanto da dimostrare
        e prendo la vita come viene
        Chiamo lezione ogni mio passo falso
        Impreco ma poi rido e mi rialzo
        Non sono mai fiero di me stesso
        Posso fare di più e lo penso spesso
        Ma l'onestà la metto sempre davanti
        La chiamano maleducazione i ben pensanti
        Io la chiamo semplicemente schiettezza
        è anch'essa una virtù ne ho la certezza
        La verità fa male se troppo nascosta
        Io vado dritto, i sinonimi son cosa vostra
        Le metafore condiscono il testo
        Ma si dimenticano così presto
        Elaborate poco i vostri pensieri
        Così saranno sempre di oggi e non di ieri.
        Composta giovedì 11 giugno 2009
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          Scritta da: Carlo Peparello

          Ode all'ardore

          Non voglio più promettere
          quello per cui non oso combattere
          non voglio più soffrire
          per una cosa che non so descrivere
          Non voglio più urlare
          per qualcosa che vorrei regalare
          Non voglio più addormentarmi
          se non ho nulla di sacro di cui vantarmi
          Non mi farò principe di un castello abbandonato
          ne custode di un amore mai sbocciato
          mi guiderà la luce nascosta dal velo
          la mia religione sarà il mio credo
          l'acciaio fende la carne ma non il cuore
          sarò schiavo ma con ardore
          la riverenza non è debolezza
          è una missione nel nome della bellezza
          il destino che si compie per chi giura
          che di amare ha smesso di avere paura.
          Composta mercoledì 10 giugno 2009
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