Poesie di Carlo Flauto
L'attesa
Come quando speri che piova
e si bagni quell'arida terra.
Come quando fai sogni di gioia,
ma dentro di te sta scoppiando la guerra.
È un'attesa.
È un'ansia perenne
o solo bisogno che cambi qualcosa.
È solo ferita
e non è la Morte,
e sanguini in vita
ma non vivi forte.
È agonia
sorridere al mondo
che di sorriderti finge soltanto.
È notte infinita
dove i tuoi occhi pregano orientamento.
È giorno che non fa luce mai
o è buio in cui limpido è solo un momento.
Come quando ti svegli al mattino
cercando tua madre nel letto,
e ritorni bambino.
Ti sembra d'avere ogni cosa
ma non far altro che attendere.
Ed è una straziante ed isterica attesa,
una lotta con te
e non fai altro che perdere.
È Disperazione la tua
ma non è smarrire speranza.
È amore puro
che attende di esplodere.
È rosa rara
che attende d'essere colta
da chi di cuore s'intende.
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Nero su bianco
Cammino per strade affollate di noi,
riguardo i colori e le ore che passano:
sono più vuote di me.
Sai cerco la forza su tanti sorrisi
ma è negli abbracci del cuore che trovo sostanza.
Io sono il bianco, incontro di ogni sfumatura.
Ripudio un po' il buio, fuggo la paura.
Ti ho lasciato scrivere, Nero
ho lasciato che le tue parole mi piovessero addosso,
ma sono piovute anche gocce di male
che mi han seccato l'anima... E di piovere ha smesso.
Stringo più forte al mio petto canzoni di lacrime,
poi guardo nel vuoto e cerco confuso le anime nuove:
non ho bisogno di te. Di te che hai pregato baci alla mia bocca
come un terreno arido prega al suo cielo un po' di acqua.
Nero, continua a macchiarmi se vuoi
ma delle tue rughe il mio vento non lascerà traccia.
Sarai solo cenere Nera che si perde
nel rosso brillante di un cuore.
È il cuore del bianco che è salvo da te
e cerca un po' più disperato il suo nuovo colore.
Un solo tuo bacio
M'è capitato un tempo di brancolare
in una terra nera
che la mia ingenuità ha confuso col cuore.
Ho visto ponti cadere
e mani afferrarsi alle funi
a cercar disperata salvezza.
È giunto un uomo, un passante.
Ha baciato il mio sguardo
come il mare bacia il sole al suo morire.
Ha teso le sue mani
alle mie mani che tremavano
come quelle di un cieco che cade nel vuoto.
Ha calmato i miei affanni
quell'uomo, e le gocce di sudore
che infinite sui miei occhi
mi impedivano di scorgere l'infinito amore.
La paura m'ha assalito
e incredulo di tanta bellezza
ho cercato di fuggire da me.
Ma non si sfugge all'anima tua
una volta che l'hai vista in volto.
Non si può dimenticare un cuore
che solo le tue labbra hanno aperto.
E così sono tornato
ancora più impaurito, ancora più forte.
Forte dell'amore che necessitavo,
impaurito dall'amore che donavo.
Ho pianto lacrime senza fine.
Lacrime buone che
han ridonato ai miei occhi la vista.
Ed ho finalmente veduto gli occhi di quell'uomo
e con essi, il mare ch'egli porta dentro.
Ho nuotato fino all'orizzonte,
ho baciato il suo profondo
e mi sono sentito finalmente vivo.