Poesie di Calogero Restivo
Testamento
Vorrei parlare con te
e raccontarti tutto come un tempo
quando a passi incerti
vi avviavo nei sentieri della vita
e tu mi insegnavi
a vincere il dolore e la paura.
Dirti che non capivo la tua guerra
che mi narravi accanto al focolare
nelle sere d'inverno
Nei miei giochi d'allora
c'erano solo eroi di cartapesta
che dopo inseguimenti e finte morti
si alzavano da terra come attori
intenti a recitare sulla scena.
All'ombra della pergola in cortile
un giorno mi porgesti le tue scarpe
una consumata dall'uso l'altra no
(sulle giogaie del Carso
gamba e piede e cuore avevi lasciato)
e mi dicesti: (fisso lo sguardo
a penetrarmi l'anima)
"... ecco... - ora tocca a te correre"
Acitrezza
Invidio i poeti
che sanno tessere versi
traendo dalla memoria
immagini di giganti e di Ciclopi
di Veneri sorte
da cristalline acque
ed adagiate su spiagge di sogno
cancellando dal panorama
come da un ritratto
non ben riuscito
immagini di ciminiere
e mari di cemento
ove un tempo alberi svettavano
sulla collina vicina e sui monti
alti e solenni
e ruscelli garruli
scorrevano tra pietre
dal caso sconnesse.
Di te mi rimane
nella memoria e negli occhi
lo sguardo di donna
annegato nell'ampio mare
in angosciosa attesa di ritorni
stretta in uno scialle
nero come la notte
inutile sfida al vento
fattosi tempesta.
Tu vivi nel passato
come un vecchio
carico d'anni e di rimpianti
e non ti accorgi
che ora è la vita
ed invano attendi
altri dei altre età
suonando vecchie melodie
su pianoforti scordati.
Arriva
Arriva la primavera
annunziata
da pettegoli pigolii di rondini
stanche di affannosi voli
ora a contendersi
i preparati nidi ed usati
nella vecchia stagione.
Un turbinio di ali
spinge lontano
nebbie e nuvole
di lunghi mesi d'inverno.
Rinverdiscono di speranze
i terreni arati
culle di semi in attesa di sol. I.
Profumo d'oleandro
Con ansia
assaporiamo
scampoli di eternità
che di più
il tempo non concede
su questo letto
che sa di profumo
dolce-amaro di oleandro.
Tu rinnovi litanie
e canti
al tempo che sordo
bussa alla finestra...
-Ci saranno ancora
speranze da spendere
sull'altare
degli assegnati destini-
ci chiediamo
ed incuranti di risposte
che tardano a venire
corriamo
incontro al domani
come naufrago
impavido e corrivo
che intravede
agli ultimi orizzonti
oasi di calma e di ìalmizi.
dal libro "Come un granello di sabbia - Raccolta" di PensieriParole Staff
A mia madre
Lo so madre
ora lo so
che occorrono le ali
per volare.
L'ho scoperto
seguendo le nuvole
lungo il cammino del tramonto
in un giorno d'estate
fino al dirupo "La Guardia"
laddove le rondini
giunte sull'orlo del baratro
planano con volute eleganti
verso valle
quasi irridendo
ai salti a me proibiti.
Forse sorridi
là dove ora tu sei
e forse ti vergogni un poco
di questo tuo figlio
che parlava con la luna
e con le stelle
e che voleva le ali per volare
come le aquile come i gabbiani.
Tu non lo sai ma a volte
dalla finestra aperta nella notte
sussurravo
(o era già nel sogno?)
-... se mi hai voluto e fatto
come dici
in un giorno d'autunno
che sapeva d'inverno,
che ti costava metterci le ali? -
... solo il silenzio
rispondeva.