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Cosmo

Mi sento io, come
il cosmo stamane
e tu
una stella.
Donna dalla pelle del colore del sale
ti abbraccio per sempre
ma tu nana bianca preferisci
la morte siderea pur di non
farti toccare da me
cosmo vuoto da ogni luce
e da ogni calore.
Ci sarà un giorno in cui
smetterò di espandermi
e comincerà la morte lunga
una vita
e poi mi contrarrò
e poi rinascerò
ma sempre senza di te
piccola stella di marmo dagli occhi bruni.
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    Domani

    Domani,

    sarò luce e sarò vento
    e vivrò nel pensiero
    cento lune in cento attimi.

    Sul far del mattino ascenderò alle stelle,

    e Dio mi chiederà
    se ricordo,
    il segreto della felicità
    ed io gli risponderò:
    "chiedilo al tuo cuore."
    Ma io sarò il cuore di Dio
    e Dio lo chiederà a me
    ma il suo cuore sarà troppo occupato
    ad amare.
    Dio non avrà mai la sua risposta.

    All'ora del sole più alto, cadrò nell'abisso,

    e allora il diavolo mi chiederà
    il segreto della malinconia
    ed io gli risponderò:
    "chiedilo ai tuoi occhi."
    Ma io sarò gli occhi del diavolo
    e il diavolo lo chiederà a me
    ma i suoi occhi saranno troppo occupati
    ad odiare.
    Nemmeno il diavolo avrà mai la sua risposta.

    Al crepuscolo sarò uomo,

    e l'uomo mi chiederà,
    in fine
    il segreto della vita
    ed io gli risponderò:
    "chiedilo al tuo domani".
    Ma sarò io il domani dell'uomo
    e l'uomo lo chiederà a me
    ma il suo domani parla una lingua futura.

    L'uomo dovrà aspettare
    ancora
    qualche ora.
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      Astri

      Sarete la sera e la mattina,

      fratelli.

      Di luce e teneri germogli
      sarete coperti,
      con grazia e saggezza
      farete vestimento.

      Sarete felici
      infine
      all'ora del vespro e della luna.

      Il viaggio
      compagni,
      Il viaggio
      comincia da qui.

      Intonate le lodi all'uomo furente.
      Che si concede alla guerra
      nell'attesa delle case dei padri.
      Nei loro templi li avete visti
      crollare privi di forze.
      Ma come il germoglio più sottile
      l'uomo è rinato fiero e fragile,
      unico vero erede del mondo.

      Intonate le lodi al Bosco
      e alla terra tutta
      e alle creature della cui lingua
      soli
      siete uditori.
      E come le fronde del compagno
      si tingono di rosso e di ocra
      per pegno e saluto
      ricordate fratelli che per loro il
      tempo significa ancora vecchiaia.
      Lasciate loro Primavera ed Autunno.

      Intonate infine le lodi al viaggio
      che vi sia propizio il maestrale
      e che l'Astro vi illumini sempre
      le spalle e che solo la vosta ombra
      vi preceda nella via che conduce
      al mare.

      Salutate il vecchio mondo,
      con la grazia e la saggezza con cui
      fate vestimento.
      Voi eterni e sempreverdi
      figli delle stelle.
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