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Poesie di Bryan Finadri

Vivere, nato lunedì 26 settembre 1988 a Nizza (Francia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi.

Scritta da: Bryan Finadri

Diana

Ho confrontato i tuoi occhi col riflesso di Luna sul mare
Non c'è paragone
Chiedilo a Lei
Lo confermerà

Ho scrutato La Bellezza che il mondo può offrire
Quando Le ho detto che io solo ho il privilegio di amarti
E non vi è bello che ti possa eguagliare
Lei, affranta e rattristita
Ha distolto lo sguardo
Ne era consapevole

Ho affrontato a muso duro La Dedizione
Certo di avere la ragione dalla mia
E le ho rimproverato
Di non essere all'altezza del sacrificio che da anni mi doni
Ogni giorno dei tuoi giorni

Lei
Assediata dal rimorso
Non mi ha saputo confutare

E di tutti i più remoti angoli
O delle più altisonanti e archetipiche Verità
Non m'è riuscito di scovare nemmeno una
Tra le miliardi di Singolarità
Che avrebbe anche sol potuto sperare di somigliarti

Tanto ti devo. Altrettanto ti ringrazio.
Ti amo, Anima mia.
Composta giovedì 28 gennaio 2016
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    Scritta da: Bryan Finadri

    SFACELO

    Per inerzia rantolante rinnovi la tua agonia
    Ti nutri di morte, oh tu mostro scisso tra paranoia e follia
    Ingurgiti Amazzonia oh tu ebbro di saudita bile
    Forte dei tuoi crediti, forte del tuo fucile

    Il futuro per te è noia, semmai futile preoccupazione
    Schiavo come sei d'ogni tua totalitaria compulsione
    Non sopporti distrazione né ostacolo alcuno
    Tu che del tuo parassitismo ne hai fatto motivo primo

    Tu che senti e non ascolti lo strazio che t'attornia
    E che seguiti incurante nella tua perenne sbornia
    Stritoli la vita rendendo vuoto e desolazione
    Par questione di principio una teleologica estinzione

    Psicosi, schizofrenia! Dipendenza, malattia!
    Cancerogena devianza che non teme terapia!
    L'epilogo è vicino, morte o sopravvivenza
    Non vi è posto nella vita per una tale connivenza

    Oh tu Uomo prendi posizione
    Scrolla di dosso la tua degenerata fissazione
    Non esiste sollievo dalle pene del tempo
    Se si persiste incuranti al lamento di un altro

    La terra è silente ancora per poco
    Transizione impetuosa dallo statico al moto
    Foss'anche evitata la suicida follia
    Sarà lei che opterà per l'eutanasia

    Ma la terra che è grande vivrà ancor per molto
    Oh tu piccolo uomo, sarai morto tu stolto
    La vita è invincibile, mai saremmo privilegiati detentori
    Né padroni del cosmo, noi semplici e sacrificabili attori.
    Composta nel 2015
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      Scritta da: Bryan Finadri

      L'Essere e il Nulla

      Ricolmi vibrante di superba vacuità
      Dimori nell'atomo, nel paradosso della tua infinità
      Sei grembo che acclude, l'Istante, l'Eterno
      Sei germe che quieto aspetta passi l'inverno

      Sei la somma dei più, la sottrazione dei meno
      Sei il serpente, la mela, sei Eva ed Adamo
      Dall'Alpha all'Omega, dal Santo alla strega
      Tu l'esercito vinto, tu il vittorioso stratega

      Ti celi oltre i limiti d'umane rappresentazioni
      Che designano il Tutto come opposte fazioni
      E l'uomo si perde tra i mille e più specchi
      Bendati son gl'occhi, tappati gli orecchi

      Si confonde nel flusso, nella corsa dei giorni
      Frenetici e apatici le andate e i ritorni
      Nel vano tentar di dare un senso a quel vuoto
      S'ingozza d'impegni, s'ingozza di moto

      Futile e vana compulsione lo scorta
      All'ultimo giorno, alla soglia, alla porta
      Tremori e sussurri, candela morente
      Che aspetta l'oblio, l'arrivo del niente

      Ma il nulla cos'è, se non ciò che contiene
      Non vi fosse luce chi il buio sostiene?
      Strappa di dosso fardelli e bendaggi
      Osserva che Sole. Contempla i suoi raggi.
      Composta giovedì 16 luglio 2015
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        Scritta da: Bryan Finadri

        Flusso indistinto

        Attimi.
        Sguardi fugaci di Anime a confronto,
        Vibrazione,
        Risonanza,
        Istantaneo è il Riconoscimento.
        L'estraneo si fa compagno, si fa fratello.
        I confini? Dissolti.
        Forse mai esistiti.
        Intimo contatto, in un metrò, all'angolo dell'ennesima strada, all'ennesima svolta dell'ennesima vita.
        Mille differenti esistenze incastonate tra un concepimento ed un singolo ultimo respiro;
        Vite nella vita che scoprono il riflesso di se stesse in uno specchio ad ogni viso, ad ogni atomo, inesorabilmente riproposto.
        Un'unica, medesima, camaleontica esistenza, immersa e composta essa stessa dal Flusso che pacifica gli opposti.
        Cuore Unico pulsante, Ironica Armonia che errando cerchi il Perfetto, la Perfezione, con gaudio dilettandoti tra magnetismo e repulsione, proponendo l'illusione stimoli l'Io a cercar la Verità;
        Memorabile,
        Indelebile,
        Rivoluzionaria Rivelazione.
        Tutto è Uno.
        L'Uno, è Tutto.
        Ed anche di più.
        Composta mercoledì 15 gennaio 2014
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